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Tribunale svizzero ordina a madre cinese di 93 anni di lasciare il paese nonostante le cure intensive della figlia svizzera

mag 17, 2026
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Tribunale svizzero ordina a madre cinese di 93 anni di lasciare il paese nonostante le cure intensive della figlia svizzera
Una sentenza del Tribunale amministrativo di Berna del 16 maggio 2026 ha evidenziato gli standard rigorosi che la Svizzera applica ai visti per il ricongiungimento familiare di anziani a carico. La vedova di 93 anni al centro del caso è entrata in Svizzera con un visto turistico alla fine del 2021, dopo che sua figlia – cittadina svizzera naturalizzata residente vicino a Berna – aveva trascorso diversi anni a Nanchino assistendo i genitori. Una volta in Svizzera, la figlia ha richiesto un permesso di soggiorno per la madre, sostenendo che la demenza avanzata e molteplici malattie croniche rendevano indispensabile un’assistenza infermieristica quotidiana e che in Cina non vi erano altri parenti disponibili. Le autorità cantonali per la migrazione hanno respinto la richiesta e hanno emesso un ordine di allontanamento, decisione che la famiglia ha impugnato fino al Tribunale amministrativo cantonale. Nella sua sentenza, il tribunale ha ribadito che l’articolo 44 della Legge federale sugli stranieri e l’integrazione (LStrI) concede il diritto di soggiorno ai parenti stranieri adulti solo in casi di “dipendenza indispensabile”. La dipendenza, hanno spiegato i giudici, deve essere sia medica che esistenziale; l’attaccamento emotivo o la comodità non sono sufficienti. Poiché in Cina è disponibile assistenza professionale a lungo termine e il supporto della figlia potrebbe essere fornito a distanza o tramite visite periodiche, il collegio ha concluso che la soglia legale non era stata raggiunta. La sentenza sottolinea una tensione di lunga data nella politica migratoria svizzera. Pur facendo ampio affidamento sulla manodopera straniera e accogliendo la libera circolazione per i cittadini UE/AELS, il Paese mantiene limiti severi sul ricongiungimento familiare di genitori e suoceri, in parte per proteggere il sistema di welfare sociale. I datori di lavoro con programmi di mobilità globale dovrebbero considerare che ottenere un permesso di soggiorno svizzero per parenti anziani rimane estremamente difficile, a meno di dimostrare che il parente rischierebbe gravi difficoltà di vita all’estero e che non è disponibile un’assistenza adeguata nel Paese d’origine. Le implicazioni pratiche per le multinazionali includono una gestione attenta delle aspettative per il personale straniero che valuta di portare genitori anziani in Svizzera. I team HR e mobilità devono tenere conto dell’elevato livello di prove richiesto, dei lunghi tempi di ricorso (in questo caso quasi due anni) e della possibilità di pubblicità negativa se gli ordini di allontanamento riguardano persone fragili a carico. La famiglia ha ora tempo fino al 17 giugno per ottemperare all’ordine di allontanamento; è ancora possibile un ricorso finale al Tribunale federale, ma storicamente pochi casi di questo tipo hanno successo.
Fonte: SWI swissinfo.ch

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