
La Corte Costituzionale del Belgio ha emesso una sentenza storica giovedì 22 maggio 2026, annullando una legge del 2025 che aboliva l’assistenza finanziaria per i richiedenti asilo non ospitabili nei centri di accoglienza. La Corte ha stabilito che la rimozione totale del sostegno economico violava diritti fondamentali e direttive UE a tutela della dignità umana.
Nel sistema belga a doppio binario, i richiedenti asilo ricevono normalmente alloggio e servizi di base tramite l’Agenzia Federale per l’Accoglienza dei Richiedenti Asilo (FEDASIL). L’aiuto in denaro – erogato dai centri pubblici di assistenza sociale locali (CPAS) – era storicamente previsto solo in casi eccezionali, come gravi disabilità o saturazione dei centri. La riforma del luglio 2025 ha eliminato questa misura di sicurezza, autorizzando contemporaneamente Fedasil a negare l’assistenza materiale anche a persone già riconosciute come rifugiati in un altro Stato UE.
Le associazioni della società civile hanno subito contestato le misure, sostenendo che avrebbero lasciato senza tetto persone fragili e famiglie con bambini. Nel febbraio 2026 la Corte ha concesso una sospensione temporanea; la sentenza di giovedì rende definitiva l’annullamento della norma sull’assistenza finanziaria, mentre la clausola separata sui “rimpatriati Dublino” è ora rinviata alla Corte di Giustizia Europea.
Per datori di lavoro e specialisti in relocation, la decisione ha conseguenze indirette ma concrete. La rete di accoglienza belga è sovraccarica da mesi e le autorità locali avevano tacitamente incoraggiato alcuni migranti qualificati in attesa del permesso di lavoro a trovare autonomamente un alloggio. Con il ritorno dell’opzione economica, i comuni potrebbero affrontare maggiori pressioni di bilancio, alimentando un nuovo dibattito politico su quote migratorie e requisiti di integrazione.
Praticamente, i team di mobilità globale dovrebbero aggiornare le note di consulenza per i dipendenti trasferiti i cui familiari presentano richieste di protezione. Chi ha familiari con bisogni speciali può nuovamente richiedere l’assistenza finanziaria CPAS se i posti nei centri di accoglienza risultano inadeguati. Le aziende devono inoltre prepararsi a un rinnovato controllo sugli standard abitativi per i dipendenti sponsorizzati, poiché la sentenza riafferma il principio giuridico belga secondo cui il sostegno statale non può essere revocato quando è in gioco la dignità umana fondamentale.
Nel sistema belga a doppio binario, i richiedenti asilo ricevono normalmente alloggio e servizi di base tramite l’Agenzia Federale per l’Accoglienza dei Richiedenti Asilo (FEDASIL). L’aiuto in denaro – erogato dai centri pubblici di assistenza sociale locali (CPAS) – era storicamente previsto solo in casi eccezionali, come gravi disabilità o saturazione dei centri. La riforma del luglio 2025 ha eliminato questa misura di sicurezza, autorizzando contemporaneamente Fedasil a negare l’assistenza materiale anche a persone già riconosciute come rifugiati in un altro Stato UE.
Le associazioni della società civile hanno subito contestato le misure, sostenendo che avrebbero lasciato senza tetto persone fragili e famiglie con bambini. Nel febbraio 2026 la Corte ha concesso una sospensione temporanea; la sentenza di giovedì rende definitiva l’annullamento della norma sull’assistenza finanziaria, mentre la clausola separata sui “rimpatriati Dublino” è ora rinviata alla Corte di Giustizia Europea.
Per datori di lavoro e specialisti in relocation, la decisione ha conseguenze indirette ma concrete. La rete di accoglienza belga è sovraccarica da mesi e le autorità locali avevano tacitamente incoraggiato alcuni migranti qualificati in attesa del permesso di lavoro a trovare autonomamente un alloggio. Con il ritorno dell’opzione economica, i comuni potrebbero affrontare maggiori pressioni di bilancio, alimentando un nuovo dibattito politico su quote migratorie e requisiti di integrazione.
Praticamente, i team di mobilità globale dovrebbero aggiornare le note di consulenza per i dipendenti trasferiti i cui familiari presentano richieste di protezione. Chi ha familiari con bisogni speciali può nuovamente richiedere l’assistenza finanziaria CPAS se i posti nei centri di accoglienza risultano inadeguati. Le aziende devono inoltre prepararsi a un rinnovato controllo sugli standard abitativi per i dipendenti sponsorizzati, poiché la sentenza riafferma il principio giuridico belga secondo cui il sostegno statale non può essere revocato quando è in gioco la dignità umana fondamentale.
Fonte: The Brussels Times / Belga
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