
In una mossa drastica volta a ripristinare l'integrità del sistema educativo internazionale, il Governo australiano ha imposto una moratoria di 12 mesi sull'approvazione di nuovi college privati di formazione professionale (VET) e scuole di lingua inglese (ELICOS) che intendono iscrivere studenti stranieri. Il blocco, annunciato il 24 maggio 2026, prevede che fino al 19 maggio 2027 il Registro Commonwealth delle Istituzioni e dei Corsi per Studenti Stranieri (CRICOS) non accetterà nuove domande da fornitori privati, anche se i college già esistenti potranno continuare a operare purché rispettino le normative.
La decisione di Canberra arriva dopo mesi di prove crescenti che alcuni college privati venivano utilizzati come “fabbriche di visti”, iscrivendo studenti non genuini che abbandonavano rapidamente gli studi per lavorare a tempo pieno. Le indagini guidate dall’ex commissario di polizia del Victoria, Christine Nixon, e dal Dipartimento degli Affari Interni hanno evidenziato frequenti cambi di corso, trasferimenti motivati da commissioni e documentazione fraudolenta.
Il Ministro dell’Istruzione Jason Clare ha dichiarato che la moratoria offrirà ai regolatori “spazio per rafforzare le regole e eliminare gli operatori di bassa qualità, proteggendo al contempo l’export educativo internazionale australiano da 44 miliardi di dollari”.
Per gli studenti potenziali, l’impatto pratico è notevole. Chiunque intenda studiare presso un nuovo fornitore VET o ELICOS dovrà ora rivolgersi agli istituti pubblici TAFE o ai circa 1.100 college privati già registrati su CRICOS. I richiedenti il visto studentesco (sottoclasse 500) dovranno dimostrare di essersi iscritti a un fornitore esistente; in caso contrario, il visto sarà respinto al momento della presentazione della domanda.
Gli agenti avvertono che i college metropolitani più richiesti stanno già raggiungendo la capacità massima per le sessioni di luglio e novembre, quindi i candidati tardivi potrebbero essere costretti a scegliere campus regionali o a posticipare l’iscrizione al 2027.
I datori di lavoro che dipendono dai laureati internazionali — in particolare nei settori dell’ospitalità, dell’assistenza agli anziani e dell’informatica — potrebbero risentire di una carenza di manodopera, dato che meno studenti VET entreranno nel mercato nel prossimo anno.
Sul fronte positivo, le istituzioni affidabili prevedono che la pausa aumenterà i tassi di completamento complessivi e ridurrà i danni reputazionali che hanno colpito le università in grado di dimostrare risultati educativi autentici.
Il governo sta inoltre consultando gli organismi di settore su un “tetto legato alla qualità” che, una volta terminata la moratoria, legherebbe il numero futuro di studenti alle performance dei fornitori in termini di frequenza e risultati dei laureati.
I consulenti per l’immigrazione sottolineano che il messaggio è chiaro: è finita l’era dell’ingresso facile tramite diplomi privati a basso costo. Insieme al nuovo Genuine Student Test e alla riduzione del limite d’età per il visto Graduate 485, l’Australia accelera la sua transizione dalla quantità alla qualità.
Gli aspiranti studenti internazionali sono invitati a verificare attentamente lo status dei fornitori su CRICOS e a prevedere costi di iscrizione più elevati presso college pubblici o affiliati alle università, almeno fino a quando il quadro normativo non si stabilizzerà a metà 2027.
La decisione di Canberra arriva dopo mesi di prove crescenti che alcuni college privati venivano utilizzati come “fabbriche di visti”, iscrivendo studenti non genuini che abbandonavano rapidamente gli studi per lavorare a tempo pieno. Le indagini guidate dall’ex commissario di polizia del Victoria, Christine Nixon, e dal Dipartimento degli Affari Interni hanno evidenziato frequenti cambi di corso, trasferimenti motivati da commissioni e documentazione fraudolenta.
Il Ministro dell’Istruzione Jason Clare ha dichiarato che la moratoria offrirà ai regolatori “spazio per rafforzare le regole e eliminare gli operatori di bassa qualità, proteggendo al contempo l’export educativo internazionale australiano da 44 miliardi di dollari”.
Per gli studenti potenziali, l’impatto pratico è notevole. Chiunque intenda studiare presso un nuovo fornitore VET o ELICOS dovrà ora rivolgersi agli istituti pubblici TAFE o ai circa 1.100 college privati già registrati su CRICOS. I richiedenti il visto studentesco (sottoclasse 500) dovranno dimostrare di essersi iscritti a un fornitore esistente; in caso contrario, il visto sarà respinto al momento della presentazione della domanda.
Gli agenti avvertono che i college metropolitani più richiesti stanno già raggiungendo la capacità massima per le sessioni di luglio e novembre, quindi i candidati tardivi potrebbero essere costretti a scegliere campus regionali o a posticipare l’iscrizione al 2027.
I datori di lavoro che dipendono dai laureati internazionali — in particolare nei settori dell’ospitalità, dell’assistenza agli anziani e dell’informatica — potrebbero risentire di una carenza di manodopera, dato che meno studenti VET entreranno nel mercato nel prossimo anno.
Sul fronte positivo, le istituzioni affidabili prevedono che la pausa aumenterà i tassi di completamento complessivi e ridurrà i danni reputazionali che hanno colpito le università in grado di dimostrare risultati educativi autentici.
Il governo sta inoltre consultando gli organismi di settore su un “tetto legato alla qualità” che, una volta terminata la moratoria, legherebbe il numero futuro di studenti alle performance dei fornitori in termini di frequenza e risultati dei laureati.
I consulenti per l’immigrazione sottolineano che il messaggio è chiaro: è finita l’era dell’ingresso facile tramite diplomi privati a basso costo. Insieme al nuovo Genuine Student Test e alla riduzione del limite d’età per il visto Graduate 485, l’Australia accelera la sua transizione dalla quantità alla qualità.
Gli aspiranti studenti internazionali sono invitati a verificare attentamente lo status dei fornitori su CRICOS e a prevedere costi di iscrizione più elevati presso college pubblici o affiliati alle università, almeno fino a quando il quadro normativo non si stabilizzerà a metà 2027.
Fonte: Riverwood Migration
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