
I viaggiatori che attraversano le frontiere normalmente aperte tra Svizzera e Francia dovranno affrontare controlli temporanei dei passaporti dal 10 al 19 giugno 2026, dopo che l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (BAZG) ha confermato misure rafforzate legate al vicino vertice dei leader del G7 a Évian-les-Bains. La decisione, pubblicata il 27 maggio 2026, allinea la nazione alpina a un numero crescente di Stati Schengen che si avvalgono dell'articolo 25 del Codice delle frontiere Schengen per rispondere a rischi di sicurezza aumentati. Le autorità svizzere sottolineano che i controlli saranno "mirati, basati sul rischio e proporzionati".
In pratica, gli automobilisti sulle autostrade A1 e A40, i pendolari regionali sui treni Léman Express e i natanti da diporto sul Lago di Ginevra devono aspettarsi controlli a campione, ispezioni dei veicoli e code occasionali, soprattutto nei giorni del vertice (15-17 giugno). Le compagnie aeree e i servizi ferroviari SBB sono stati incaricati di verificare che tutti i passeggeri siano in possesso di un documento d’identità valido, mentre i spedizionieri che movimentano merci just-in-time attraverso i valichi di St-Julien e Bardonnex a Ginevra sono invitati a prevedere tempi di margine nei loro programmi.
Le aziende con personale transfrontaliero — si stima che solo nei cantoni di Ginevra e Vaud lavorino circa 94.000 residenti francesi — subiranno maggiormente i disagi. I responsabili delle risorse umane e della mobilità stanno incoraggiando i dipendenti a portare con sé permessi di soggiorno o carte di lavoro svizzere, a utilizzare valichi secondari quando possibile e a prevedere fino a 45 minuti di anticipo per i turni mattutini. Le multinazionali stanno inoltre rivedendo i piani di emergenza nel caso in cui i blocchi stradali coincidano con manifestazioni politiche, uno scenario già vissuto dalle autorità francesi durante vertici precedenti.
La mossa svizzera rispecchia controlli di più lunga durata in Italia e Paesi Bassi, che hanno esteso i loro regimi di controllo alle frontiere interne fino alla fine del 2026, citando pressioni migratorie e minacce ibride. I critici sostengono che questa cascata di misure nazionali erode il principio fondamentale di libera circolazione di Schengen; i diplomatici svizzeri replicano che la finestra di giugno è strettamente temporanea e sarà revocata una volta smantellato il perimetro di sicurezza del vertice.
Tuttavia, l’episodio funge da prova generale per il nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) — già operativo in Svizzera — che renderà la verifica biometrica sistematica la norma alle frontiere esterne entro la fine dell’anno. Per ora, i viaggiatori devono portare con sé passaporti o carte d’identità nazionali, monitorare app di traffico in tempo reale come TCS e KeepCalmBorders, e consultare le comunicazioni aziendali sui requisiti documentali. I visitatori di paesi terzi esenti da visto che partecipano al Forum parallelo dei CEO a Ginevra possono imbarcarsi con soli passaporti biometrici, ma devono prevedere tempi supplementari ai controlli doganali all’arrivo alla stazione di Cornavin se proseguono in treno da Parigi-CDG.
In pratica, gli automobilisti sulle autostrade A1 e A40, i pendolari regionali sui treni Léman Express e i natanti da diporto sul Lago di Ginevra devono aspettarsi controlli a campione, ispezioni dei veicoli e code occasionali, soprattutto nei giorni del vertice (15-17 giugno). Le compagnie aeree e i servizi ferroviari SBB sono stati incaricati di verificare che tutti i passeggeri siano in possesso di un documento d’identità valido, mentre i spedizionieri che movimentano merci just-in-time attraverso i valichi di St-Julien e Bardonnex a Ginevra sono invitati a prevedere tempi di margine nei loro programmi.
Le aziende con personale transfrontaliero — si stima che solo nei cantoni di Ginevra e Vaud lavorino circa 94.000 residenti francesi — subiranno maggiormente i disagi. I responsabili delle risorse umane e della mobilità stanno incoraggiando i dipendenti a portare con sé permessi di soggiorno o carte di lavoro svizzere, a utilizzare valichi secondari quando possibile e a prevedere fino a 45 minuti di anticipo per i turni mattutini. Le multinazionali stanno inoltre rivedendo i piani di emergenza nel caso in cui i blocchi stradali coincidano con manifestazioni politiche, uno scenario già vissuto dalle autorità francesi durante vertici precedenti.
La mossa svizzera rispecchia controlli di più lunga durata in Italia e Paesi Bassi, che hanno esteso i loro regimi di controllo alle frontiere interne fino alla fine del 2026, citando pressioni migratorie e minacce ibride. I critici sostengono che questa cascata di misure nazionali erode il principio fondamentale di libera circolazione di Schengen; i diplomatici svizzeri replicano che la finestra di giugno è strettamente temporanea e sarà revocata una volta smantellato il perimetro di sicurezza del vertice.
Tuttavia, l’episodio funge da prova generale per il nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) — già operativo in Svizzera — che renderà la verifica biometrica sistematica la norma alle frontiere esterne entro la fine dell’anno. Per ora, i viaggiatori devono portare con sé passaporti o carte d’identità nazionali, monitorare app di traffico in tempo reale come TCS e KeepCalmBorders, e consultare le comunicazioni aziendali sui requisiti documentali. I visitatori di paesi terzi esenti da visto che partecipano al Forum parallelo dei CEO a Ginevra possono imbarcarsi con soli passaporti biometrici, ma devono prevedere tempi supplementari ai controlli doganali all’arrivo alla stazione di Cornavin se proseguono in treno da Parigi-CDG.
Fonte: Trans.info
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Svizzera.Di più da Svizzera
Visualizza tutto
La Svizzera apre il mercato del lavoro ai titolari di permesso Protezione S e ai laureati di paesi terzi formati in Svizzera
Promemoria G7 – L’ingresso in Svizzera resta possibile anche senza l’adesivo speciale per il confine