
La tradizionale fuga di Pentecoste ha nuovamente trasformato l’autostrada A2 in un collo di bottiglia. Entro la mattina del 23 maggio, la coda al portale nord del Gottardo si estendeva per 20 chilometri, aggiungendo fino a due ore e mezza ai viaggi dalla Svizzera tedesca verso il Ticino e oltre, verso l’Italia. Il servizio di informazione sul traffico Viasuisse ha segnalato un picco di congestione di 21 chilometri poco dopo mezzogiorno, seguito da un leggero miglioramento, ma i ritardi paralleli di 17 chilometri sulla via alternativa A13 del San Bernardino hanno lasciato poche opzioni agli automobilisti.
Il blocco ha avuto ripercussioni dirette su viaggiatori d’affari e pendolari transfrontalieri che si affidano alle vie stradali anziché aerei o treni. Le aziende di logistica che trasportano merci sensibili al tempo tra l’Europa settentrionale e l’area industriale di Milano hanno avvisato i clienti di possibili ritardi nelle consegne; diverse imprese tecnologiche e farmaceutiche di Zug e Basilea hanno attivato i piani di emergenza, autorizzando pernottamenti a sud delle Alpi per garantire la partecipazione agli incontri di lunedì.
L’operatore autostradale svizzero ASTRA aveva previsto flussi intensi, ma non è riuscito a distribuire la domanda nonostante i pannelli a messaggio variabile e gli avvisi radio. La polizia cantonale ha invitato gli automobilisti diretti in Lombardia a preferire, quando possibile, i servizi ferroviari con trasporto auto tramite Lötschberg o Sempione. Nel frattempo, le autorità ticinesi hanno ricordato ai datori di lavoro che il quadro per il lavoro a distanza, introdotto durante gli anni del Covid, resta disponibile per il personale bloccato a nord delle Alpi.
L’episodio riaccende il dibattito sulle soluzioni a lungo termine. Le associazioni imprenditoriali spingono per un pedaggio dinamico—spesso definito “tassa di congestione alpina”—per livellare la domanda nei picchi prima delle principali festività. I gruppi ambientalisti sostengono invece che spostare il trasporto merci dalla strada all’asse ferroviario nord-sud, che sarà nuovamente potenziato nel 2027, garantirebbe maggiore resilienza e sarebbe in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Un secondo tunnel stradale del Gottardo è in costruzione, ma non sarà operativo prima del 2032, lasciando almeno altri sei Pentecoste vulnerabili a code epiche. Per i responsabili della mobilità, la lezione è chiara: avvisi tempestivi ai viaggiatori, percorsi multimodali e politiche flessibili di lavoro da qualsiasi luogo sono fondamentali ogni volta che il calendario delle festività svizzere coincide con una fuga transalpina.
Il blocco ha avuto ripercussioni dirette su viaggiatori d’affari e pendolari transfrontalieri che si affidano alle vie stradali anziché aerei o treni. Le aziende di logistica che trasportano merci sensibili al tempo tra l’Europa settentrionale e l’area industriale di Milano hanno avvisato i clienti di possibili ritardi nelle consegne; diverse imprese tecnologiche e farmaceutiche di Zug e Basilea hanno attivato i piani di emergenza, autorizzando pernottamenti a sud delle Alpi per garantire la partecipazione agli incontri di lunedì.
L’operatore autostradale svizzero ASTRA aveva previsto flussi intensi, ma non è riuscito a distribuire la domanda nonostante i pannelli a messaggio variabile e gli avvisi radio. La polizia cantonale ha invitato gli automobilisti diretti in Lombardia a preferire, quando possibile, i servizi ferroviari con trasporto auto tramite Lötschberg o Sempione. Nel frattempo, le autorità ticinesi hanno ricordato ai datori di lavoro che il quadro per il lavoro a distanza, introdotto durante gli anni del Covid, resta disponibile per il personale bloccato a nord delle Alpi.
L’episodio riaccende il dibattito sulle soluzioni a lungo termine. Le associazioni imprenditoriali spingono per un pedaggio dinamico—spesso definito “tassa di congestione alpina”—per livellare la domanda nei picchi prima delle principali festività. I gruppi ambientalisti sostengono invece che spostare il trasporto merci dalla strada all’asse ferroviario nord-sud, che sarà nuovamente potenziato nel 2027, garantirebbe maggiore resilienza e sarebbe in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Un secondo tunnel stradale del Gottardo è in costruzione, ma non sarà operativo prima del 2032, lasciando almeno altri sei Pentecoste vulnerabili a code epiche. Per i responsabili della mobilità, la lezione è chiara: avvisi tempestivi ai viaggiatori, percorsi multimodali e politiche flessibili di lavoro da qualsiasi luogo sono fondamentali ogni volta che il calendario delle festività svizzere coincide con una fuga transalpina.
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