
Alla vigilia della riforma europea sull’asilo, l’Istituto Tedesco per i Diritti Umani (DIMR) ha pubblicato un documento di 12 pagine in cui avverte le autorità di non abusare delle nuove opzioni di detenzione previste dal Patto. Da oggi, l’istituto, insieme all’Agenzia Nazionale per la Prevenzione della Tortura, agirà come organismo indipendente di monitoraggio. Il DIMR segnala tre linee rosse: (1) i minori non devono mai essere trattenuti durante le procedure di frontiera; (2) i richiedenti vulnerabili devono essere rilasciati se non è garantita un’assistenza medica o psicologica adeguata; (3) l’accesso a consulenti legali e ONG deve rimanere “efficace”, anche quando il § 12c AsylG consente restrizioni. Il mancato rispetto potrebbe esporre la Germania a procedimenti di infrazione o a contenziosi presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Per i datori di lavoro, il monito è un promemoria: i casi di ricollocamento familiare con minori potrebbero subire ritardi se le autorità di frontiera applicano ampiamente la detenzione – le risorse umane dovrebbero quindi preparare piani alternativi per alloggi e istruzione. Anche le compagnie aeree che trasportano minori potrebbero rischiare danni reputazionali se i bambini finiscono in centri chiusi. L’istituto promette di pubblicare un rapporto annuale con casi di studio. Le aziende che gestiscono ricollocamenti su larga scala potrebbero valutare un abbonamento; le precedenti verifiche DIMR sui corsi di integrazione hanno influenzato le linee guida per i finanziamenti. La polizia federale afferma che le istruzioni operative già sottolineano la proporzionalità, ma la formazione per 2.000 nuovi agenti di frontiera è ancora in corso. In pratica, il controllo del DIMR potrebbe attenuare gli aspetti più severi del nuovo sistema.