
La tanto attesa terza fase di attuazione della Legge sull’Immigrazione di Lavoratori Qualificati (Fachkräfteeinwanderungsgesetz, FEG) in Germania è entrata in vigore il 1° giugno 2026. Da oggi, i cittadini di paesi terzi qualificati possono richiedere la nuova “Chancenkarte” basata su un sistema a punti per cercare lavoro nel paese, mentre i datori di lavoro beneficiano di un ampliamento del programma per i Balcani occidentali, che raddoppia la quota annuale da 25.000 a 50.000 autorizzazioni.
La Chancenkarte (articolo 20a AufenthG) assegna punti per titoli riconosciuti, esperienza professionale, competenze linguistiche in tedesco o inglese, età e legami con la Germania. I richiedenti che raggiungono la soglia senza un contratto di lavoro ricevono un permesso di soggiorno di un anno che consente un periodo di prova lavorativa fino a due settimane per volta e un’attività secondaria limitata. Il permesso può essere esteso fino a due anni aggiuntivi una volta ottenuta un’offerta di lavoro vincolante.
Parallelamente, i cittadini di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia beneficiano del regolamento ampliato per i Balcani occidentali. I datori di lavoro devono ora richiedere solo una “pre-approvazione” online all’Agenzia Federale per l’Impiego; una volta concessa, il lavoratore può richiedere il visto presso la missione tedesca all’estero. La controversa verifica della priorità sul mercato del lavoro (Vorrangprüfung) resta sospesa, accelerando le procedure ma sollevando preoccupazioni sindacali sul rischio di dumping salariale.
Per le aziende tedesche che affrontano gravi carenze di competenze, soprattutto nei settori artigianale, sanitario e IT, le riforme aprono nuovi canali di reclutamento. I reparti HR dovrebbero familiarizzare con lo strumento di autovalutazione disponibile su Make-it-in-Germany e preparare modelli standardizzati per le richieste di pre-approvazione. Tuttavia, le piccole imprese potrebbero ancora incontrare difficoltà operative presso consolati e uffici stranieri locali; le associazioni di categoria stanno sollecitando il governo a destinare più personale alle sezioni visti.
Guardando al futuro, da gennaio 2027 entreranno in vigore ulteriori obblighi informativi per i datori di lavoro riguardo alla consulenza per un’integrazione equa. Le imprese sono invitate a monitorare le linee guida in arrivo per garantire la conformità durante tutto il ciclo di vita del dipendente.
La Chancenkarte (articolo 20a AufenthG) assegna punti per titoli riconosciuti, esperienza professionale, competenze linguistiche in tedesco o inglese, età e legami con la Germania. I richiedenti che raggiungono la soglia senza un contratto di lavoro ricevono un permesso di soggiorno di un anno che consente un periodo di prova lavorativa fino a due settimane per volta e un’attività secondaria limitata. Il permesso può essere esteso fino a due anni aggiuntivi una volta ottenuta un’offerta di lavoro vincolante.
Parallelamente, i cittadini di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia beneficiano del regolamento ampliato per i Balcani occidentali. I datori di lavoro devono ora richiedere solo una “pre-approvazione” online all’Agenzia Federale per l’Impiego; una volta concessa, il lavoratore può richiedere il visto presso la missione tedesca all’estero. La controversa verifica della priorità sul mercato del lavoro (Vorrangprüfung) resta sospesa, accelerando le procedure ma sollevando preoccupazioni sindacali sul rischio di dumping salariale.
Per le aziende tedesche che affrontano gravi carenze di competenze, soprattutto nei settori artigianale, sanitario e IT, le riforme aprono nuovi canali di reclutamento. I reparti HR dovrebbero familiarizzare con lo strumento di autovalutazione disponibile su Make-it-in-Germany e preparare modelli standardizzati per le richieste di pre-approvazione. Tuttavia, le piccole imprese potrebbero ancora incontrare difficoltà operative presso consolati e uffici stranieri locali; le associazioni di categoria stanno sollecitando il governo a destinare più personale alle sezioni visti.
Guardando al futuro, da gennaio 2027 entreranno in vigore ulteriori obblighi informativi per i datori di lavoro riguardo alla consulenza per un’integrazione equa. Le imprese sono invitate a monitorare le linee guida in arrivo per garantire la conformità durante tutto il ciclo di vita del dipendente.
Fonte: Deutsches Handwerksblatt
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