
A tarda sera del 1° giugno 2026, i co-legislatori dell’UE hanno raggiunto un accordo politico sul discusso Regolamento sui Rimpatri, fulcro del Patto su Migrazione e Asilo. La Commissione ha accolto con favore il compromesso il giorno seguente, sottolineando le disposizioni per un Ordine Europeo di Rimpatrio standardizzato e il riconoscimento reciproco delle decisioni di espulsione tra gli Stati membri. Per la Germania, dove solo il 27% delle decisioni negative definitive sull’asilo ha portato a un effettivo allontanamento lo scorso anno, il Regolamento promette una gestione più rapida dei casi. Una volta adottato formalmente e in vigore – presumibilmente all’inizio del 2027 – le autorità tedesche potranno agire su una decisione di rimpatrio emessa in un altro Paese UE senza dover riaprire il fascicolo. La legge incentiva anche le partenze volontarie tramite assistenza alla reintegrazione, ma impone il rimpatrio forzato in caso di fuga dei migranti o rischi per la sicurezza. I datori di lavoro che sponsorizzano personale straniero devono tenere presente che il Regolamento inasprisce le norme contro il soggiorno irregolare: garanzie finanziarie e obblighi di segnalazione della residenza potrebbero diventare standard per i casi ad alto rischio. I team HR devono assicurarsi che i permessi in scadenza vengano rinnovati tempestivamente e che eventuali distaccati terminati lascino l’UE prontamente, per evitare sanzioni che potrebbero compromettere i diritti di sponsorizzazione aziendale. Il ministero dell’Interno avvierà questa estate consultazioni con le parti interessate per allineare le procedure nazionali di espulsione e i sistemi informatici al modello UE. Le aziende attive nella gestione dei rischi di viaggio dovranno monitorare le linee guida in arrivo, soprattutto riguardo alla condivisione dei dati con il previsto aggiornamento del Sistema d’Informazione di Schengen.