
Il Consiglio Federale svizzero ha revocato le restrizioni speciali sui visti introdotte ad aprile 2024 per i cittadini etiopi. In ottemperanza agli obblighi derivanti dall’Associazione Schengen, Berna ha seguito una decisione parallela del Consiglio dell’UE, dopo che Bruxelles ha valutato positivamente la cooperazione di Addis Abeba sul rimpatrio dei migranti irregolari. L’annuncio, datato 12 giugno 2026, sancisce il ritorno per i viaggiatori etiopi alle normali tempistiche e procedure Schengen.
In precedenza, i richiedenti etiopi dovevano affrontare tariffe più elevate, fornire documentazione dettagliata e potevano ottenere solo visti a ingresso singolo e soggiorno breve. Questi ostacoli sono stati eliminati con effetto immediato. I diplomatici e i funzionari con passaporti di servizio riacquistano l’esenzione dalle tariffe, mentre i consolati possono nuovamente rilasciare visti a ingressi multipli con tempi di elaborazione entro 15 giorni.
Il cambiamento avrà un impatto significativo soprattutto a Ginevra, dove l’Etiopia mantiene una consistente missione ONU, e nel settore del commercio di materie prime di Zurigo, che importa caffè e prodotti agricoli dall’Africa orientale. I responsabili della mobilità nelle multinazionali prevedono che il regime semplificato ridurrà i tempi di preparazione per viaggi legati a progetti e aiuterà a contenere i costi di conformità per incarichi a breve termine. Anche le compagnie aeree si aspettano un leggero aumento del traffico tra Addis Abeba e Zurigo con l’inizio della stagione estiva.
Per i datori di lavoro, la novità principale è che torna valida la documentazione standard Schengen (assicurazione di viaggio, prova di fondi, conferma dell’alloggio). I team di mobilità globale dovranno aggiornare i modelli di lettera d’invito eliminando ogni riferimento alle deroghe del 2024. I titolari di visti rilasciati sotto il regime restrittivo potranno viaggiare fino alla scadenza; le richieste di rinnovo saranno gestite secondo le normali procedure.
Infine, i responsabili della gestione dei rischi devono considerare che la Svizzera si riserva il diritto di reintrodurre restrizioni qualora peggiori la cooperazione sui rimpatri. Si consiglia quindi un monitoraggio periodico dei rapporti di conformità dell’UE per evitare cambiamenti improvvisi nelle politiche.
In precedenza, i richiedenti etiopi dovevano affrontare tariffe più elevate, fornire documentazione dettagliata e potevano ottenere solo visti a ingresso singolo e soggiorno breve. Questi ostacoli sono stati eliminati con effetto immediato. I diplomatici e i funzionari con passaporti di servizio riacquistano l’esenzione dalle tariffe, mentre i consolati possono nuovamente rilasciare visti a ingressi multipli con tempi di elaborazione entro 15 giorni.
Il cambiamento avrà un impatto significativo soprattutto a Ginevra, dove l’Etiopia mantiene una consistente missione ONU, e nel settore del commercio di materie prime di Zurigo, che importa caffè e prodotti agricoli dall’Africa orientale. I responsabili della mobilità nelle multinazionali prevedono che il regime semplificato ridurrà i tempi di preparazione per viaggi legati a progetti e aiuterà a contenere i costi di conformità per incarichi a breve termine. Anche le compagnie aeree si aspettano un leggero aumento del traffico tra Addis Abeba e Zurigo con l’inizio della stagione estiva.
Per i datori di lavoro, la novità principale è che torna valida la documentazione standard Schengen (assicurazione di viaggio, prova di fondi, conferma dell’alloggio). I team di mobilità globale dovranno aggiornare i modelli di lettera d’invito eliminando ogni riferimento alle deroghe del 2024. I titolari di visti rilasciati sotto il regime restrittivo potranno viaggiare fino alla scadenza; le richieste di rinnovo saranno gestite secondo le normali procedure.
Infine, i responsabili della gestione dei rischi devono considerare che la Svizzera si riserva il diritto di reintrodurre restrizioni qualora peggiori la cooperazione sui rimpatri. Si consiglia quindi un monitoraggio periodico dei rapporti di conformità dell’UE per evitare cambiamenti improvvisi nelle politiche.