
Nuovi dati pubblicati dall'Ufficio Statistico Ceco (ČSÚ) mostrano che la popolazione del paese è scesa a 10,896 milioni alla fine del primo trimestre 2026, con un calo di 19.800 persone rispetto al 1° gennaio. Per il terzo primo trimestre consecutivo dal 2000, il saldo migratorio è stato negativo, con 7.300 persone in più che hanno lasciato il paese rispetto a quelle arrivate. Gli statistici attribuiscono due terzi del calo a cause naturali — i decessi hanno superato le nascite di 12.600 — ma è la componente migratoria a catturare maggiormente l’attenzione dei datori di lavoro che dipendono dalla manodopera straniera.
Le autorità sottolineano che decine di migliaia di ucraini hanno perso lo status di protezione temporanea il 31 marzo, spingendo molti a rientrare nell’UE con altri programmi o a tornare in patria, alterando così i dati del trimestre. Nonostante ciò, gli arrivi sono rimasti robusti: tra gennaio e marzo 29.200 stranieri si sono trasferiti in Repubblica Ceca, 5.900 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è stata trainata da giovani lavoratori maschi tra i 19 e i 22 anni, in particolare provenienti da Filippine e Slovacchia, entrambe con saldi migratori positivi di 900 unità ciascuna. Al contrario, i cittadini ucraini hanno registrato un saldo negativo di quasi 10.000 a causa della scadenza dei permessi di protezione.
Per le multinazionali, questi dati segnalano un mercato del talento più ristretto proprio mentre i settori automotive e dei semiconduttori intensificano le assunzioni. I team di mobilità dovrebbero prevedere tempi più lunghi per i test del mercato del lavoro e considerare strategie di hub regionali per trattenere gli specialisti ucraini, il cui percorso legale potrebbe spostarsi verso Blue Card o trasferimenti intra-aziendali. I recruiter sono inoltre invitati a monitorare attentamente gli aggiornamenti sui benchmark salariali, poiché l’inflazione dei salari potrebbe alzare le soglie minime per i permessi di lavoro entro l’inizio del 2027.
Il ČSÚ pubblicherà il prossimo rapporto “Informazioni rapide” l’11 settembre 2026; entro allora i decisori politici sperano che i nuovi corridoi di visto accelerati per le industrie critiche abbiano rallentato l’esodo. Fino ad allora, le aziende dovrebbero prevedere budget maggiori per incentivi alla mobilità, per evitare che i dipendenti chiave cerchino opportunità altrove nell’UE.
Le autorità sottolineano che decine di migliaia di ucraini hanno perso lo status di protezione temporanea il 31 marzo, spingendo molti a rientrare nell’UE con altri programmi o a tornare in patria, alterando così i dati del trimestre. Nonostante ciò, gli arrivi sono rimasti robusti: tra gennaio e marzo 29.200 stranieri si sono trasferiti in Repubblica Ceca, 5.900 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è stata trainata da giovani lavoratori maschi tra i 19 e i 22 anni, in particolare provenienti da Filippine e Slovacchia, entrambe con saldi migratori positivi di 900 unità ciascuna. Al contrario, i cittadini ucraini hanno registrato un saldo negativo di quasi 10.000 a causa della scadenza dei permessi di protezione.
Per le multinazionali, questi dati segnalano un mercato del talento più ristretto proprio mentre i settori automotive e dei semiconduttori intensificano le assunzioni. I team di mobilità dovrebbero prevedere tempi più lunghi per i test del mercato del lavoro e considerare strategie di hub regionali per trattenere gli specialisti ucraini, il cui percorso legale potrebbe spostarsi verso Blue Card o trasferimenti intra-aziendali. I recruiter sono inoltre invitati a monitorare attentamente gli aggiornamenti sui benchmark salariali, poiché l’inflazione dei salari potrebbe alzare le soglie minime per i permessi di lavoro entro l’inizio del 2027.
Il ČSÚ pubblicherà il prossimo rapporto “Informazioni rapide” l’11 settembre 2026; entro allora i decisori politici sperano che i nuovi corridoi di visto accelerati per le industrie critiche abbiano rallentato l’esodo. Fino ad allora, le aziende dovrebbero prevedere budget maggiori per incentivi alla mobilità, per evitare che i dipendenti chiave cerchino opportunità altrove nell’UE.
Fonte: Czech Statistical Office
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L'Ufficio Statistico Ceco Rileva un'Emigrazione Netta di 7.300 Persone nel Primo Trimestre 2026 con la Scadenza della Protezione Temporanea
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