
Il Home Office ha risposto ufficialmente all’inchiesta critica dell’Independent Monitoring Authority (IMA) sui lunghi tempi di attesa per le decisioni relative al EU Settlement Scheme (EUSS). Pubblicata l’11 giugno, la risposta di 24 pagine accetta quattro delle cinque raccomandazioni dell’IMA e presenta un piano di recupero per smaltire l’arretrato che coinvolge oltre 140.000 richiedenti. Le misure principali prevedono l’assunzione di 300 nuovi operatori, l’ampliamento degli orari di apertura del Centro di Risoluzione telefonico e l’introduzione di un sistema di triage per i casi urgenti, come offerte di lavoro o richieste di mutuo. Secondo i funzionari, i tempi medi di decisione dovrebbero ridursi da 12 a 6 settimane entro ottobre. Per le aziende, i ritardi hanno creato confusione sullo status di diritto al lavoro, con alcuni sistemi HR incapaci di verificare tempestivamente i richiedenti che possiedono solo un Certificato di Domanda digitale. Il Home Office si impegna a migliorare i flussi di dati verso il Servizio di Verifica dei Datori di Lavoro e a fornire indicazioni più chiare sulle tutele legali per i casi in sospeso. L’IMA si riserva il diritto di chiedere una revisione giudiziaria in caso di stallo, mentre i gruppi di attivisti chiedono al dipartimento di ripristinare i documenti di residenza cartacei per colmare il divario digitale tra i cittadini UE più anziani. Sebbene l’annuncio offra rassicurazioni, i team di mobilità globale dovrebbero continuare a effettuare controlli manuali quando i portali aziendali non aggiornano correttamente lo status. Un rapporto di aggiornamento è previsto per gennaio 2027; il mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi potrebbe attivare sanzioni previste dall’Accordo di Recesso UE-Regno Unito.
Fonte: GOV.UK
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