
La tanto attesa Legge sulla Protezione Internazionale 2026 dell’Irlanda è entrata ufficialmente in vigore a mezzanotte del 12 giugno, segnando la riforma più ampia della normativa sull’asilo dagli anni ’90. La nuova legislazione allinea le regole nazionali al nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo e introduce un modello di screening anticipato nei porti, aeroporti e alle frontiere terrestri. Tutti i richiedenti saranno sottoposti a controlli biometrici e di sicurezza potenziati all’arrivo, con i dati sincronizzati automaticamente con banche dati europee come Eurodac e il Sistema d’Informazione di Schengen.
Una novità di rilievo è l’istituzione di una Procedura di Frontiera accelerata per i richiedenti provenienti da paesi con un tasso storico di concessione di protezione inferiore al 20%, o per chi ha distrutto i documenti d’identità. Le decisioni e i ricorsi in questi casi dovranno essere conclusi entro 12 settimane, una misura che il governo stima possa ridurre i costi di accoglienza di 140 milioni di euro all’anno e diminuire del 30% l’arretrato, attualmente superiore a 20.000 pratiche, entro 18 mesi.
I richiedenti non accolti saranno inseriti in un processo di rimpatrio accelerato gestito dal nuovo Tribunale per i Ricorsi in materia di Asilo e Rimpatri (TARA), che sostituisce l’IPAT. Per le imprese, la legge introduce criteri più severi ma più chiari per il ricongiungimento familiare. I titolari di Permessi di Lavoro Generali e altri sponsor di Categoria C dovranno dimostrare la disponibilità di un alloggio privato adeguato, mentre la soglia finanziaria per gli sponsor cittadini irlandesi è quasi raddoppiata, arrivando a 75.000 euro in tre anni. Le multinazionali dovranno verificare che il personale sponsorizzato soddisfi questi requisiti prima di offrire pacchetti di trasferimento che includano familiari a carico.
Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano alle aziende di considerare queste nuove regole più rigide nei tempi di assegnazione, soprattutto per le posizioni che iniziano quest’estate. Il Ministro della Giustizia, Affari Interni e Migrazione, Jim O’Callaghan, ha definito la legge “un momento cruciale che ristabilisce la fiducia pubblica in un sistema di immigrazione basato sulle regole.” Le ONG hanno accolto positivamente la maggiore rapidità nelle decisioni, ma hanno avvertito che il termine di tre mesi non deve compromettere le garanzie di equità procedurale. La Commissione Europea ha descritto l’attuazione irlandese come “un modello da seguire” per gli Stati membri più piccoli alle prese con picchi di richieste d’asilo.
Consiglio pratico: le aziende che trasferiscono talenti extra-UE in Irlanda dovrebbero aggiornare le checklist di onboarding, soprattutto quando i dipendenti intendono ricongiungersi con la famiglia, assicurarsi che le prove di alloggio siano pronte al momento della richiesta del visto e informare i viaggiatori della possibile raccolta biometrica all’aeroporto di Dublino e ai porti dei traghetti.
Una novità di rilievo è l’istituzione di una Procedura di Frontiera accelerata per i richiedenti provenienti da paesi con un tasso storico di concessione di protezione inferiore al 20%, o per chi ha distrutto i documenti d’identità. Le decisioni e i ricorsi in questi casi dovranno essere conclusi entro 12 settimane, una misura che il governo stima possa ridurre i costi di accoglienza di 140 milioni di euro all’anno e diminuire del 30% l’arretrato, attualmente superiore a 20.000 pratiche, entro 18 mesi.
I richiedenti non accolti saranno inseriti in un processo di rimpatrio accelerato gestito dal nuovo Tribunale per i Ricorsi in materia di Asilo e Rimpatri (TARA), che sostituisce l’IPAT. Per le imprese, la legge introduce criteri più severi ma più chiari per il ricongiungimento familiare. I titolari di Permessi di Lavoro Generali e altri sponsor di Categoria C dovranno dimostrare la disponibilità di un alloggio privato adeguato, mentre la soglia finanziaria per gli sponsor cittadini irlandesi è quasi raddoppiata, arrivando a 75.000 euro in tre anni. Le multinazionali dovranno verificare che il personale sponsorizzato soddisfi questi requisiti prima di offrire pacchetti di trasferimento che includano familiari a carico.
Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano alle aziende di considerare queste nuove regole più rigide nei tempi di assegnazione, soprattutto per le posizioni che iniziano quest’estate. Il Ministro della Giustizia, Affari Interni e Migrazione, Jim O’Callaghan, ha definito la legge “un momento cruciale che ristabilisce la fiducia pubblica in un sistema di immigrazione basato sulle regole.” Le ONG hanno accolto positivamente la maggiore rapidità nelle decisioni, ma hanno avvertito che il termine di tre mesi non deve compromettere le garanzie di equità procedurale. La Commissione Europea ha descritto l’attuazione irlandese come “un modello da seguire” per gli Stati membri più piccoli alle prese con picchi di richieste d’asilo.
Consiglio pratico: le aziende che trasferiscono talenti extra-UE in Irlanda dovrebbero aggiornare le checklist di onboarding, soprattutto quando i dipendenti intendono ricongiungersi con la famiglia, assicurarsi che le prove di alloggio siano pronte al momento della richiesta del visto e informare i viaggiatori della possibile raccolta biometrica all’aeroporto di Dublino e ai porti dei traghetti.
Fonte: LMFM
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