
Incontro a Bruxelles il 18 giugno, i membri del Parlamento Europeo hanno approvato la parte più controversa del nuovo Patto sulla Migrazione: il Regolamento aggiornato sui Rimpatri. Il provvedimento, approvato con 356 voti favorevoli contro 254 contrari, consente esplicitamente agli Stati membri di istituire centri di gestione al di fuori del territorio UE e semplifica le procedure di espulsione per richiedenti asilo respinti e titolari di visto scaduto. I sostenitori affermano che il pacchetto chiuderà le falle che oggi permettono l’esecuzione di soli il 28% degli ordini di rimpatrio; i critici lo definiscono una sorta di “Guantánamo in attesa”. Le disposizioni chiave includono la possibilità di trattenere i migranti fino a 24 mesi (prorogabili in determinate circostanze), il riconoscimento automatico reciproco delle decisioni di rimpatrio e l’obbligo per i cittadini di paesi terzi di collaborare con le autorità fornendo dati identitari accurati. Il testo necessita ora dell’approvazione formale del Consiglio, ma non si prevedono modifiche sostanziali. Per il Belgio il voto è politicamente delicato. Il governo De Wever ha promesso la “politica migratoria più rigorosa d’Europa”, ma deve comunque rispettare la normativa UE sui diritti fondamentali. Le strutture offshore richiederebbero accordi bilaterali con paesi non UE – intese che il corpo diplomatico belga dovrà negoziare, sollevando questioni su condivisione dei costi e responsabilità legali in caso di accuse di abusi. Dal punto di vista del rischio mobilità, il Regolamento potrebbe accelerare la chiusura dei casi e ridurre la permanenza a lungo termine nei sovraffollati centri Fedasil in Belgio. Ciò potrebbe liberare capacità comunale e ridurre i ritardi nelle registrazioni di lavoratori stranieri legittimi e delle loro famiglie. Tuttavia, le ONG che offrono assistenza legale avvertono di un aumento delle controversie alla Corte di Giustizia, che potrebbe mantenere le regole in uno stato di incertezza per mesi, complicando la pianificazione della conformità. Le aziende che impiegano cittadini di paesi terzi dovrebbero monitorare le misure di recepimento nazionali: il Belgio dovrà potenziare la capacità di detenzione, modificare la legge sugli stranieri del 1980 e fornire indicazioni ai comuni sul nuovo modello di ordine di rimpatrio. I team HR e immigrazione dovrebbero prevedere almeno un’ulteriore revisione dei moduli amministrativi belgi all’inizio del 2027.
Fonte: VisasUpdate