
Per gran parte dell’ultimo decennio, le bande di trafficanti di esseri umani hanno lanciato quasi tutte le piccole imbarcazioni dirette verso la Gran Bretagna dal punto più stretto della Manica, in Francia. Il 2026 sta cambiando questo scenario. La polizia belga e l’agenzia europea per le frontiere Frontex confermano che oltre 400 migranti sono già stati intercettati dopo essere partiti dalle spiagge tra De Panne e Nieuwpoort quest’anno – i primi lanci registrati dal Belgio nella memoria recente. I trafficanti sfruttano dune meno sorvegliate, pattugliamenti costieri più leggeri e quella che chiamano tattica del “taxi-boat”: gommoni che si mantengono vicino alla costa, raccolgono altri passeggeri e poi affrontano la tratta più lunga, di 100 chilometri, fino alla costa del Kent. I sindaci locali attribuiscono questo fenomeno a un effetto di spostamento causato dal rafforzamento dei controlli francesi. Blocchi di cemento ora sbarrano le strade di accesso alle spiagge belghe e droni con visione notturna sorvegliano le dune, ma il governatore delle Fiandre Occidentali, Carl Decaluwé, avverte che “ogni successo in Francia sposta il problema qualche chilometro più a est”. I trafficanti chiedono circa 2.000 euro a posto – il doppio rispetto al prezzo di Calais dello scorso anno – ma la domanda resta alta tra i migranti disperati di evitare la rilevazione delle impronte digitali in Europa continentale. Il governo federale belga, guidato dal Primo Ministro Bart De Wever e dal Ministro per la Migrazione Anneleen Van Bossuyt, ha stanziato con urgenza 6 milioni di euro per il pattugliamento costiero. Gli accordi firmati con il Ministero dell’Interno britannico finanzieranno telecamere a infrarossi, barriere per veicoli e squadre investigative congiunte. Anche il settore della pesca fiammingo teme disagi collaterali, poiché le zone di pattugliamento navale si estendono in aree tradizionali di pesca dei gamberi. Per i manager della mobilità globale, questo cambiamento ha due implicazioni. Primo, i viaggiatori d’affari che utilizzano Ostenda, Zeebrugge o i porti dei traghetti a corto raggio devono aspettarsi controlli veicolari più severi, tempi di attesa più lunghi e chiusure stradali sporadiche durante l’estate. Secondo, i dipendenti in missione temporanea che partecipano a iniziative di volontariato locali – attività CSR molto diffuse sulla costa – dovrebbero ricevere aggiornamenti sulla sicurezza; le autorità segnalano un aumento delle tensioni tra trafficanti e gruppi di volontari. A lungo termine, questo episodio dimostra come la pressione delle forze dell’ordine in uno Stato Schengen possa rapidamente deviare i flussi migratori irregolari verso un altro. Le aziende che dipendono da catene di approvvigionamento transmanica o da frequenti spostamenti shuttle attraverso il Belgio vorranno monitorare come Londra e Bruxelles approfondiranno la cooperazione operativa e se il Regno Unito destinerà fondi aggiuntivi oltre l’attuale impegno di 1,3 milioni di sterline.
Fonte: Brussels Signal
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