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Il Parlamento Europeo approva il regolamento sui “Centri di Rimpatrio”, aprendo una nuova era nella politica di espulsione belga ed europea

giu 18, 2026
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Il Parlamento Europeo approva il regolamento sui “Centri di Rimpatrio”, aprendo una nuova era nella politica di espulsione belga ed europea
In una votazione storica il 17 giugno 2026, il Parlamento Europeo ha approvato il tanto discusso Regolamento sui Rimpatri – l’ultimo tassello mancante del Patto UE su Migrazione e Asilo. Il testo è passato in plenaria con 418 voti favorevoli, 218 contrari e 30 astensioni, nonostante le proteste rumorose dei deputati di sinistra che gridavano “vergogna”, mentre i membri di destra applaudivano.

Sebbene il regolamento si applichi a tutti i 27 Stati membri, il suo fulcro politico e operativo sarà Bruxelles, dove sia la Commissione Europea sia l’Ufficio Federale per l’Immigrazione del Belgio dovranno ora tradurre le nuove norme nella pratica quotidiana. La legge concede agli Stati membri un periodo di due anni per istituire “hub di rimpatrio” – strutture offshore in paesi terzi partner dove i migranti che hanno esaurito i ricorsi legali potranno essere trasferiti in attesa di espulsione. Le autorità nazionali potranno inoltre trattenere migranti non collaborativi fino a due anni, effettuare perquisizioni domiciliari e confiscare documenti per prevenire fughe.

La Segretaria di Stato belga per Asilo e Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, ha accolto con favore il voto, definendolo “una svolta che finalmente colma il divario tra arrivo e rimpatrio effettivo.” La sua amministrazione ha già iniziato a mappare i potenziali paesi partner per la capacità degli hub gestiti dal Belgio, mentre il Ministero della Giustizia sta preparando modifiche alla Legge sull’Immigrazione belga del 1980 per allineare i poteri di detenzione e le sanzioni per l’assistenza sociale al testo UE.

Il Parlamento Europeo approva il regolamento sui “Centri di Rimpatrio”, aprendo una nuova era nella politica di espulsione belga ed europea


I responsabili dei viaggi aziendali devono aspettarsi un ambiente di conformità più rigoroso a partire dal 2027. I lavoratori di paesi terzi che superano i limiti di soggiorno brevi Schengen o perdono il diritto di rimanere dopo un rinnovo del permesso di lavoro negato potrebbero affrontare un’espulsione accelerata, compreso il trasferimento in un hub fuori dall’UE. Le aziende che sponsorizzano personale non UE dovranno dimostrare una collaborazione attiva con le autorità per evitare multe o la perdita dello status di datore di lavoro affidabile nel sistema del permesso unico belga.

Organizzazioni per i diritti umani come Caritas, Amnesty International Belgio e Vluchtelingenwerk Vlaanderen hanno condannato la misura come “esportazione della detenzione” e hanno avvertito di possibili ricorsi legali davanti alla Corte di Giustizia UE. Tuttavia, i funzionari belgi sottolineano che i minori non accompagnati restano esenti dai trasferimenti negli hub e che organismi di monitoraggio indipendenti avranno accesso – condizioni che dovranno essere inserite in qualsiasi accordo bilaterale con i paesi ospitanti.

Con l’adozione del regolamento, ora l’attenzione si sposta sul Consiglio dell’UE, che dovrebbe ratificare il testo a luglio, aprendo la strada al Belgio e ai suoi vicini per negoziare i primi accordi sugli hub di rimpatrio entro la fine del 2026.
Fonte: Radio Gong / AFP wire (via Brussels bureau)

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