
Una breve tregua nella disputa sindacale tra il fornitore di servizi a terra Aviapartner e il suo personale si è conclusa la sera del 16 giugno, dopo il fallimento delle trattative di mediazione. I dipendenti dell’unità “operazioni” dell’azienda — responsabile della spedizione degli aeromobili, del coordinamento in rampa e della preparazione dei fogli di carico — hanno scioperato per il secondo giorno consecutivo, accusando la direzione di aver introdotto un nuovo sistema retributivo senza consultazione e di ignorare da tempo le preoccupazioni relative alla sicurezza e al carico di lavoro.
Sebbene lo sciopero spontaneo di lunedì avesse causato disagi a circa 60 partenze, l’azione di martedì è stata più mirata. I banchi check-in, lo smistamento bagagli e i servizi ai passeggeri hanno continuato a funzionare, ma l’attività in rampa è stata praticamente ferma al 95%, costringendo compagnie come Ryanair, Brussels Airlines e TAP Air Portugal a riorganizzare le assegnazioni dei gate e a chiamare squadre di emergenza. L’autorità aeroportuale ha invitato i viaggiatori a monitorare attentamente lo stato dei voli e ad arrivare in anticipo, precisando però che il programma complessivo dei voli è rimasto “in gran parte intatto” grazie all’intervento del gestore alternativo Swissport, che ha assunto alcune mansioni.
I sindacati ACV-CSC, ABVV-FGTB e SYNOVA hanno presentato cinque richieste: una griglia di classificazione professionale trasparente, adeguamenti salariali retroattivi, pause garantite, briefing obbligatori sulla sicurezza e una revisione congiunta del nuovo sistema di bonus basato sulle prestazioni. Aviapartner sostiene di aver raggiunto un accordo su quattro punti e che le trattative formali sul quinto potranno iniziare la prossima settimana, ma i lavoratori insistono perché le negoziazioni riprendano prima. Il Servizio Pubblico Federale per l’Occupazione ha offerto una nuova mediazione per il 18 giugno; in caso di mancato accordo, lo sciopero potrebbe estendersi anche ai team di gestione bagagli e gate, rappresentando una minaccia maggiore per il traffico intenso estivo.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’episodio è un monito: le relazioni industriali in Belgio, tradizionalmente basate sul consenso, stanno diventando più instabili a causa delle crescenti pressioni sui costi. Le multinazionali che inviano collaboratori o delegati a Bruxelles dovrebbero prevedere tempi di attesa più lunghi negli itinerari, mantenere i numeri di cellulare nei PNR per notifiche di riprenotazione e diffondere indicazioni di emergenza per viaggi con solo bagaglio a mano. I fornitori di servizi di trasferimento sono inoltre invitati a informare i nuovi assegnati su possibili ritardi all’arrivo e a tenere a disposizione autisti di riserva per il trasferimento aeroportuale.
Sebbene Aviapartner e i sindacati dichiarino entrambi di preferire il dialogo all’escalation, l’episodio evidenzia la fragilità delle operazioni aeroportuali quando uno dei soli due gestori autorizzati interrompe il lavoro. L’esito delle trattative di giovedì sarà seguito con attenzione da compagnie aeree, assicuratori per rischi di viaggio e team di mobilità, in vista del picco di attività previsto per luglio e agosto.
Sebbene lo sciopero spontaneo di lunedì avesse causato disagi a circa 60 partenze, l’azione di martedì è stata più mirata. I banchi check-in, lo smistamento bagagli e i servizi ai passeggeri hanno continuato a funzionare, ma l’attività in rampa è stata praticamente ferma al 95%, costringendo compagnie come Ryanair, Brussels Airlines e TAP Air Portugal a riorganizzare le assegnazioni dei gate e a chiamare squadre di emergenza. L’autorità aeroportuale ha invitato i viaggiatori a monitorare attentamente lo stato dei voli e ad arrivare in anticipo, precisando però che il programma complessivo dei voli è rimasto “in gran parte intatto” grazie all’intervento del gestore alternativo Swissport, che ha assunto alcune mansioni.
I sindacati ACV-CSC, ABVV-FGTB e SYNOVA hanno presentato cinque richieste: una griglia di classificazione professionale trasparente, adeguamenti salariali retroattivi, pause garantite, briefing obbligatori sulla sicurezza e una revisione congiunta del nuovo sistema di bonus basato sulle prestazioni. Aviapartner sostiene di aver raggiunto un accordo su quattro punti e che le trattative formali sul quinto potranno iniziare la prossima settimana, ma i lavoratori insistono perché le negoziazioni riprendano prima. Il Servizio Pubblico Federale per l’Occupazione ha offerto una nuova mediazione per il 18 giugno; in caso di mancato accordo, lo sciopero potrebbe estendersi anche ai team di gestione bagagli e gate, rappresentando una minaccia maggiore per il traffico intenso estivo.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’episodio è un monito: le relazioni industriali in Belgio, tradizionalmente basate sul consenso, stanno diventando più instabili a causa delle crescenti pressioni sui costi. Le multinazionali che inviano collaboratori o delegati a Bruxelles dovrebbero prevedere tempi di attesa più lunghi negli itinerari, mantenere i numeri di cellulare nei PNR per notifiche di riprenotazione e diffondere indicazioni di emergenza per viaggi con solo bagaglio a mano. I fornitori di servizi di trasferimento sono inoltre invitati a informare i nuovi assegnati su possibili ritardi all’arrivo e a tenere a disposizione autisti di riserva per il trasferimento aeroportuale.
Sebbene Aviapartner e i sindacati dichiarino entrambi di preferire il dialogo all’escalation, l’episodio evidenzia la fragilità delle operazioni aeroportuali quando uno dei soli due gestori autorizzati interrompe il lavoro. L’esito delle trattative di giovedì sarà seguito con attenzione da compagnie aeree, assicuratori per rischi di viaggio e team di mobilità, in vista del picco di attività previsto per luglio e agosto.
Fonte: The Brussels Times
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