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La Francia fa il bilancio della prima settimana di attuazione del Patto UE su migrazione e asilo

giu 21, 2026
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La Francia fa il bilancio della prima settimana di attuazione del Patto UE su migrazione e asilo
Meno di dieci giorni dopo l’entrata in vigore del Patto UE su Migrazione e Asilo, il 12 giugno, il Ministero dell’Interno francese ha diffuso una nota iniziale di attuazione a tutte le prefetture e sedi consolari. Il documento di quattro pagine, visionato da Global Mobility News, riassume le modifiche procedurali già applicate dall’OFPRA e dall’Ufficio francese per l’Immigrazione e l’Integrazione (OFII): una nuova procedura accelerata ai confini con un limite massimo di 12 settimane, l’uso sistematico della videoconferenza per i colloqui di ammissibilità e un fascicolo elettronico unico che accompagna il richiedente dalla registrazione al ricorso.

Sebbene la circolare sia prevalentemente tecnica, contiene due punti pratici fondamentali per i responsabili della mobilità internazionale. Primo, i richiedenti asilo che lasciano senza autorizzazione l’alloggio assegnato rischiano ora la sospensione immediata delle condizioni materiali di accoglienza; i datori di lavoro che ospitano tirocinanti umanitari dovrebbero quindi rivedere il regolamento interno per evitare violazioni involontarie. Secondo, le prefetture sono incaricate di dare priorità alle richieste di autorizzazione al lavoro per i trasferiti altamente qualificati i cui profili corrispondono alla lista nazionale delle carenze di manodopera, una misura pensata per rassicurare le multinazionali che la Francia resta aperta ai talenti anche con un controllo più rigoroso alle frontiere.

La Francia fa il bilancio della prima settimana di attuazione del Patto UE su migrazione e asilo


Gli stakeholder hanno accolto con favore questa prima chiarezza. L’Associazione francese dei consulenti legali aziendali ha sottolineato che rendere la procedura di frontiera “strettamente vincolata nei tempi” aiuterà le aziende a prevedere le date di inizio delle missioni, mentre l’ONG La Cimade ha avvertito che 12 settimane di detenzione al confine restano “sproporzionate” per i casi a basso rischio. Il Ministero dell’Interno replica che il limite è inferiore al precedente tetto di sei mesi e prevede un controllo giudiziario dopo 48 ore.

Per ora, i team di mobilità internazionale dovrebbero aggiornare le tempistiche rivolte ai clienti: il ministero conferma che, una volta attivata la procedura accelerata, il tempo medio per una decisione in primo grado dovrebbe scendere da 105 a 45 giorni. I viaggiatori d’affari esenti da visto non sono interessati, ma chi potrebbe richiedere protezione in Francia deve presentare domanda di asilo entro 90 giorni dall’arrivo per evitare il canale accelerato. Infine, il ministero promette un cruscotto pubblico con indicatori chiave di performance entro il 1° settembre. I professionisti HR e relocation seguiranno con attenzione per verificare se l’obiettivo principale—ridurre di un terzo i tempi complessivi di gestione delle domande di asilo entro il 2026—potrà essere raggiunto senza creare nuovi colli di bottiglia altrove.
Fonte: Ministère de l’Intérieur / OFPRA

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