
Il 22 giugno 2026, funzionari doganali e la Polizia Federale hanno annunciato quella che potrebbe diventare la più grande confisca di cocaina nella storia del Brasile, dopo aver intercettato otto camion che trasportavano 260 tonnellate di legname presumibilmente destinato all’esportazione al confine con la Bolivia. Grazie a informazioni condivise dalla Drug Enforcement Administration statunitense e dalle autorità boliviane, gli agenti hanno fermato quattro veicoli a Corumbá (Mato Grosso do Sul) e altri quattro a Cáceres (Mato Grosso). I test di laboratorio indicano che tra il 10% e il 20% di ogni trave di legno era impregnato con una soluzione di cocaina, equivalente a 20-50 tonnellate di narcotico una volta estratto.
L’operazione, denominata “Operação Timber Shield”, segue un sequestro simile effettuato dalle dogane cilene all’inizio del mese, evidenziando una tendenza crescente all’uso di legname trattato chimicamente per mascherare spedizioni di droga. Gli investigatori ritengono che il carico fosse destinato a un trasbordo nei porti atlantici brasiliani, per poi proseguire verso Europa e Asia, sfruttando la vasta infrastruttura brasiliana per l’esportazione del legname.
La complessità logistica dello schema solleva nuove sfide per i team di sicurezza delle catene di approvvigionamento. Esportatori di legname amazzonico e spedizionieri terzi potrebbero ora essere sottoposti a controlli più rigorosi, con requisiti di scansione aggiuntivi e possibili ritardi ai valichi di frontiera e nei porti. Le aziende che operano programmi di operatore economico autorizzato (OEA) dovrebbero rivedere le procedure di due diligence sui fornitori per evitare di facilitare involontariamente il contrabbando.
Il Ministro delle Finanze, Dario Durigan, ha elogiato le agenzie coinvolte, definendo l’operazione “una risposta decisa dello Stato a un crimine transnazionale sempre più sofisticato”. Il sequestro arriva in un contesto di vincoli di bilancio che hanno spinto l’Esercito a ridurre alcune pattuglie di frontiera, aumentando l’importanza del lavoro di intelligence guidato dalle dogane.
Sono previste ulteriori arresti mentre le squadre forensi analizzano i dispositivi elettronici sequestrati ai conducenti. Per i responsabili della mobilità globale e della conformità commerciale, l’impatto immediato riguarda possibili colli di bottiglia lungo i corridoi Bolivia-Brasile (BR-070 e BR-262) e regimi di ispezione più severi che potrebbero influire sul trasporto di merci legittime, in particolare prodotti forestali. Le aziende dovrebbero prevedere tempi di sdoganamento più lunghi e collaborare attivamente con i broker doganali per documentare la provenienza delle merci.
L’operazione, denominata “Operação Timber Shield”, segue un sequestro simile effettuato dalle dogane cilene all’inizio del mese, evidenziando una tendenza crescente all’uso di legname trattato chimicamente per mascherare spedizioni di droga. Gli investigatori ritengono che il carico fosse destinato a un trasbordo nei porti atlantici brasiliani, per poi proseguire verso Europa e Asia, sfruttando la vasta infrastruttura brasiliana per l’esportazione del legname.
La complessità logistica dello schema solleva nuove sfide per i team di sicurezza delle catene di approvvigionamento. Esportatori di legname amazzonico e spedizionieri terzi potrebbero ora essere sottoposti a controlli più rigorosi, con requisiti di scansione aggiuntivi e possibili ritardi ai valichi di frontiera e nei porti. Le aziende che operano programmi di operatore economico autorizzato (OEA) dovrebbero rivedere le procedure di due diligence sui fornitori per evitare di facilitare involontariamente il contrabbando.
Il Ministro delle Finanze, Dario Durigan, ha elogiato le agenzie coinvolte, definendo l’operazione “una risposta decisa dello Stato a un crimine transnazionale sempre più sofisticato”. Il sequestro arriva in un contesto di vincoli di bilancio che hanno spinto l’Esercito a ridurre alcune pattuglie di frontiera, aumentando l’importanza del lavoro di intelligence guidato dalle dogane.
Sono previste ulteriori arresti mentre le squadre forensi analizzano i dispositivi elettronici sequestrati ai conducenti. Per i responsabili della mobilità globale e della conformità commerciale, l’impatto immediato riguarda possibili colli di bottiglia lungo i corridoi Bolivia-Brasile (BR-070 e BR-262) e regimi di ispezione più severi che potrebbero influire sul trasporto di merci legittime, in particolare prodotti forestali. Le aziende dovrebbero prevedere tempi di sdoganamento più lunghi e collaborare attivamente con i broker doganali per documentare la provenienza delle merci.
Fonte: R7 Notícias
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