
Un controllo di routine su immigrazione e armi al valico di Bad Reichenhall il 26 giugno ha preso una piega inaspettata quando gli agenti della Polizia Federale hanno fermato un pullman charter con a bordo 34 tiratori tirolesi di ritorno da una cerimonia religiosa a Salisburgo. Gli agenti, inizialmente impegnati nella ricerca di migranti irregolari lungo la trafficata rotta di transito “Kleines Deutsches Eck”, hanno notato una custodia per armi a bordo e richiesto la documentazione. I passeggeri—membri di compagnie di tiro tradizionali di Fieberbrunn e Wörgl—non sono stati in grado di esibire i Passaporti Europei per le Armi da Fuoco necessari per transitare con fucili funzionanti sul territorio tedesco. La polizia ha sequestrato 34 carabine Mauser e Mannlicher, avviato indagini per possibili violazioni della normativa sulle armi e raccolto 6.800 euro di cauzione in attesa della decisione finale del pubblico ministero di Traunstein. Sebbene l’episodio abbia un sapore folkloristico, evidenzia il rigore delle nuove misure di controllo alle frontiere tedesche, reintrodotte un anno fa dal Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt. Qualsiasi movimento di gruppo oltreconfine—sia una squadra sportiva con lance o una tournée con attrezzature dimostrative—è ora soggetto a ispezione. Il comando provinciale tirolese ha espresso sorpresa, sottolineando che viaggi simili erano sempre passati senza problemi; le associazioni di tiratori bavaresi hanno definito il sequestro “eccessivamente severo”. Per i responsabili della mobilità aziendale la lezione è chiara: i pullman che attraversano brevemente il territorio tedesco—comune sulle rotte tra l’Austria occidentale e l’Alto Adige—devono rispettare le normative doganali, di immigrazione e sulle armi tedesche, anche se né la partenza né la destinazione sono in Germania. Gli operatori turistici dovrebbero verificare i documenti e avvertire i clienti che le copie digitali su smartphone raramente soddisfano le richieste al momento del controllo. La Polizia Federale ha dichiarato che le carabine saranno restituite una volta presentate le autorizzazioni austriache necessarie. Ma le ripercussioni politiche continuano: il presidente dei Liberi Elettori bavaresi Hubert Aiwanger ha offerto di ospitare i tiratori per una birra conciliatoria, mentre il parlamento tirolese austriaco intende sollevare la questione con Berlino tramite la Commissione di Frontiera tedesco-austriaca.
Fonte: Münchner Merkur
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