
Il Ministero degli Affari Esteri della Moldavia (MAE) ha emesso un avviso di viaggio il 27 giugno 2026, invitando i titolari di passaporto moldavo a familiarizzare con il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea, dopo un aumento dei casi di rifiuto d’ingresso negli aeroporti di Francia e Germania. Sebbene i cittadini moldavi possano soggiornare senza visto per brevi periodi nell’area Schengen, gli agenti di frontiera hanno respinto decine di viaggiatori che non hanno fornito prove di viaggio di proseguimento, alloggio o fondi sufficienti, ora registrati digitalmente dall’EES.
L’avviso sottolinea che, dal lancio dell’EES il 10 aprile, ogni cittadino di paesi terzi è soggetto a registrazione biometrica e verifica automatica dei giorni residui nel periodo 90/180. I viaggiatori che in passato hanno superato la durata consentita, anche involontariamente, attivano ora un allarme che obbliga la polizia di frontiera a negare l’ingresso. Le autorità francesi degli aeroporti di Parigi-CDG e Nizza rappresentano oltre la metà dei recenti rifiuti, riflettendo il loro ruolo di principali porte d’ingresso per la diaspora moldava che lavora nell’UE.
Il MAE moldavo raccomanda ai cittadini di stampare estratti conto bancari, biglietti di ritorno e conferme di prenotazione alberghiera e, cosa fondamentale, di conservare le carte d’imbarco delle uscite precedenti per permettere controlli manuali in caso di errori nella lettura del chip del passaporto. Il ministero ha richiesto alla Francia l’accesso consolare ai dati EES per contestare i rifiuti, ma non ha ancora ricevuto risposta.
Per i datori di lavoro francesi che assumono lavoratori stagionali moldavi con il programma ‘travailleur temporaire’, l’annuncio implica l’aggiornamento delle sessioni informative pre-partenza e la necessità di portare con sé i contratti in formato cartaceo. I team di mobilità aziendale dovrebbero inoltre verificare i calcoli dei giorni di soggiorno; il personale moldavo che si sposta tra Francia e Romania (non Schengen) potrebbe infatti “contare male” i giorni, dato che i timbri sul passaporto non vengono più apposti.
Le autorità UE sostengono che l’EES migliora sicurezza e trasparenza, ma il caso moldavo evidenzia problemi iniziali che rischiano di compromettere la mobilità lavorativa all’inizio della stagione del raccolto. Finché i protocolli di condivisione dati non saranno perfezionati, le aziende potrebbero dover prevedere costi per prenotazioni last-minute o considerare tempi aggiuntivi fino a un’ora per i controlli ai varchi di frontiera.
L’avviso sottolinea che, dal lancio dell’EES il 10 aprile, ogni cittadino di paesi terzi è soggetto a registrazione biometrica e verifica automatica dei giorni residui nel periodo 90/180. I viaggiatori che in passato hanno superato la durata consentita, anche involontariamente, attivano ora un allarme che obbliga la polizia di frontiera a negare l’ingresso. Le autorità francesi degli aeroporti di Parigi-CDG e Nizza rappresentano oltre la metà dei recenti rifiuti, riflettendo il loro ruolo di principali porte d’ingresso per la diaspora moldava che lavora nell’UE.
Il MAE moldavo raccomanda ai cittadini di stampare estratti conto bancari, biglietti di ritorno e conferme di prenotazione alberghiera e, cosa fondamentale, di conservare le carte d’imbarco delle uscite precedenti per permettere controlli manuali in caso di errori nella lettura del chip del passaporto. Il ministero ha richiesto alla Francia l’accesso consolare ai dati EES per contestare i rifiuti, ma non ha ancora ricevuto risposta.
Per i datori di lavoro francesi che assumono lavoratori stagionali moldavi con il programma ‘travailleur temporaire’, l’annuncio implica l’aggiornamento delle sessioni informative pre-partenza e la necessità di portare con sé i contratti in formato cartaceo. I team di mobilità aziendale dovrebbero inoltre verificare i calcoli dei giorni di soggiorno; il personale moldavo che si sposta tra Francia e Romania (non Schengen) potrebbe infatti “contare male” i giorni, dato che i timbri sul passaporto non vengono più apposti.
Le autorità UE sostengono che l’EES migliora sicurezza e trasparenza, ma il caso moldavo evidenzia problemi iniziali che rischiano di compromettere la mobilità lavorativa all’inizio della stagione del raccolto. Finché i protocolli di condivisione dati non saranno perfezionati, le aziende potrebbero dover prevedere costi per prenotazioni last-minute o considerare tempi aggiuntivi fino a un’ora per i controlli ai varchi di frontiera.
Fonte: Moldpres News Agency
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