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Il passaggio del Dipartimento di Stato a Pay.gov blocca il rilascio dei visti a livello mondiale

giu 30, 2026
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Il passaggio del Dipartimento di Stato a Pay.gov blocca il rilascio dei visti a livello mondiale
I responsabili della mobilità aziendale si sono svegliati il 29 giugno con un’ondata di segnalazioni da parte dei clienti, dopo che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha trasferito silenziosamente molti pagamenti relativi a visti, tariffe di reciprocità e alla tassa di prevenzione frodi Blanket L sulla piattaforma federale Pay.gov. Questa modifica, presentata come una modernizzazione a lungo termine della riscossione delle tariffe consolari, sta già causando problemi concreti nel breve termine. Gli avvocati specializzati in immigrazione segnalano un aumento dei “rifiuti amministrativi” ai sensi della sezione 221(g) dell’INA, poiché i funzionari consolari faticano a verificare l’avvenuto pagamento, costringendo candidati altrimenti approvabili a uscire dallo sportello a mani vuote. Nel sistema precedente, ogni ambasciata gestiva autonomamente i pagamenti e le ricevute erano visibili quasi immediatamente agli ufficiali. Pay.gov, invece, convoglia le transazioni attraverso un gateway centrale del Tesoro che non sempre si sincronizza subito con i database consolari. I richiedenti si trovano di fronte a istruzioni poco chiare, schermate di pagamento duplicate e ritardi di diversi giorni prima che un numero di ricevuta compaia nel sistema visti. In categorie critiche per il business, come i visti Blanket L, questi ritardi possono compromettere le date di onboarding e l’avvio di progetti per multinazionali. Le aziende che fanno affidamento su trasferimenti rapidi a breve termine stanno quindi rivedendo le proprie strategie di mobilità. La best practice ora prevede di effettuare i nuovi pagamenti almeno una settimana prima del colloquio, stampare ogni schermata di conferma e preparare i viaggiatori alla possibilità di un rifiuto nello stesso giorno in attesa della verifica del pagamento. I team delle risorse umane stanno inoltre inserendo margini di tempo extra nei programmi di viaggio e valutando l’uso di procedure accelerate o richieste di cambio di status direttamente negli Stati Uniti, quando possibile. Il lancio di Pay.gov evidenzia una tendenza più ampia nell’immigrazione USA: i colli di bottiglia sono sempre più di natura procedurale e non sostanziale. L’approvazione delle petizioni da sola non garantisce più che un dipendente possa attraversare il confine nei tempi previsti. Finché il Dipartimento di Stato non risolverà questi problemi, i datori di lavoro globali dovranno considerare la gestione delle tariffe consolari come un passaggio critico, capace di mettere a rischio progetti multimilionari se trascurato.
Fonte: EB-5 Insights (Greenberg Traurig)

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