
La deputata Nancy Mace (R-SC) ha annunciato un disegno di legge che vieterebbe il rilascio di qualsiasi visto, sia per immigrati che per non immigrati, ai cittadini di Somalia, Sudan e Sud Sudan. La parlamentare ha presentato la misura come un’azione preventiva per “fermare l’importazione di instabilità”, sostenendo che questi tre paesi rappresentano minacce alla sicurezza difficilmente gestibili. Se introdotto e approvato, il provvedimento andrebbe oltre i divieti di viaggio emanati dall’amministrazione Trump nel 2017, estendendosi anche a immigrati per motivi familiari, categorie lavorative, studenti e rifugiati. Le esenzioni sarebbero limitate ai visti diplomatici e a casi umanitari strettamente definiti, approvati personalmente dal Segretario per la Sicurezza Interna. Dal punto di vista della mobilità aziendale, il disegno di legge interromperebbe i flussi di talenti in ingegneria, medicina e logistica, settori in cui somali e sudanesi sono ampiamente rappresentati nel mercato del lavoro statunitense. Le università perderebbero centinaia di studenti laureati, e le multinazionali con operazioni in Africa orientale non potrebbero più ruotare i manager locali nelle sedi centrali USA. I datori di lavoro dovrebbero spostare le posizioni all’estero o valutare modelli di assegnazione in paesi terzi. Gli analisti politici osservano che la proposta mette alla prova i limiti della discriminazione basata sulla nazionalità, alla luce delle recenti sentenze della Corte Suprema. Sebbene divieti simili siano stati in passato annullati per motivazioni insufficienti, la nuova deferenza della Corte all’autorità esecutiva in materia di immigrazione potrebbe spingere il Congresso a legiferare restrizioni più ampie e categoriche. Le prospettive del disegno di legge restano incerte, ma la sua sola introduzione segnala che potrebbero emergere ulteriori divieti specifici per paese in vista delle elezioni di mid-term del 2026. Le aziende dovrebbero monitorare il testo del provvedimento una volta presentato, mappare i dipendenti e i candidati coinvolti, e preparare strategie alternative per i visti (ad esempio, trasferimenti intracompany L-1 tramite hub regionali) qualora la misura guadagnasse terreno.
Fonte: Punch (Newspaper, Nigeria)
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