
Un rapporto dell’International Business Times rivela che le proposte del Home Office legate al disegno di legge su immigrazione e asilo prevedono che alcuni richiedenti asilo accolti debbano rimborsare fino a 10.000 sterline per i costi dell’alloggio statale prima di poter richiedere il permesso di soggiorno permanente, oltre alle attuali tasse di domanda di 3.000 sterline. Complessivamente, la somma potrebbe superare le 13.000 sterline a persona. I ministri affermano che la misura si ispira al modello di rimborso dei prestiti studenteschi e mira ad alleggerire il carico fiscale legato alla gestione dell’asilo. Le associazioni per i rifugiati avvertono che ciò rischia di intrappolare le persone in uno status temporaneo e di ostacolare l’integrazione nel mercato del lavoro. I datori di lavoro in settori con carenza di competenze, come l’assistenza sociale e l’ospitalità, temono che maggiori ostacoli al permesso di soggiorno ridurranno il bacino di candidati che passano dallo status di asilo a quello di visto lavorativo, aumentando i costi di reclutamento. Se approvato, il sistema di rimborso si applicherebbe solo alle future concessioni di protezione. Il governo non ha ancora fissato la soglia di reddito a partire dalla quale inizieranno i rimborsi, ma i funzionari indicano che potrebbero essere effettuate detrazioni salariali tramite PAYE, simili alla riscossione dei prestiti studenteschi. Le aziende che impiegano rifugiati potrebbero quindi dover gestire un obbligo di detrazione in busta paga simile a quello dei prestiti studenteschi, richiedendo aggiornamenti ai sistemi di payroll. La proposta è destinata a essere sottoposta a un attento esame nella fase di commissione. Le imprese che dipendono dai flussi di talenti rifugiati, soprattutto in settori a basso margine, potrebbero voler partecipare alle rappresentanze di categoria per evitare una riduzione dell’offerta di lavoro.
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