
Il Home Office ha avviato quella che definisce una “riforma epocale” del sistema di asilo britannico. In una dichiarazione politica pubblicata il 30 giugno 2026, la Segretaria di Stato Shabana Mahmood ha confermato che, a partire da questo autunno, gruppi volontari, università e datori di lavoro accreditati potranno sponsorizzare direttamente i rifugiati, seguendo il modello di sponsorizzazione comunitaria già consolidato in Canada. I primi arrivi pilota sono previsti per l’autunno 2027, con un’espansione legata alla fiducia pubblica e alle segnalazioni dell’UNHCR. Il pacchetto normativo sarà inserito nel prossimo Immigration and Asylum Bill e sarà accompagnato da un inasprimento delle misure di controllo.
Oltre alle nuove vie di accesso, i ministri rivedranno l’applicazione dell’Articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo nel Regno Unito, limitando la possibilità di bloccare le espulsioni solo ai rapporti di “famiglia immediata”. Saranno inoltre rafforzate le tutele contro la schiavitù moderna: i cittadini stranieri con precedenti penali detentivi perderanno automaticamente le protezioni contro il traffico di esseri umani, e le richieste presentate all’ultimo momento dopo l’emissione delle direttive di espulsione saranno presumibilmente respinte, salvo giustificazioni valide per il ritardo. Mahmood sostiene che abbinare alternative sicure e legali a una deterrenza più severa sia essenziale per fermare i passaggi irregolari attraverso la Manica e ripristinare la fiducia nella protezione dei rifugiati.
I critici, invece, avvertono che restringere i criteri dell’Articolo 8 e delle tutele contro la schiavitù potrebbe escludere vittime genuine e aumentare i contenziosi. Per le imprese, l’impatto più immediato riguarda la prevista via di impiego per rifugiati, che dovrebbe partire nel 2027. I datori di lavoro con licenza di sponsor potranno coprire posti vacanti con rifugiati riconosciuti senza dover pagare il consueto contributo per le competenze, ma dovranno comunque rispettare le soglie salariali. I team HR dovranno quindi monitorare la normativa secondaria e preparare processi di onboarding che includano i controlli aggiuntivi di tutela e integrazione previsti dal nuovo schema.
Le riforme indicano anche una più ampia digitalizzazione della conformità in materia di immigrazione. Tutti gli arrivi tramite le nuove vie avranno e-visa collegati a un sistema di rilevamento biometrico, parte della transizione del Regno Unito verso un confine completamente digitale entro febbraio 2027. Le aziende con programmi di mobilità globale dovranno considerare che il supporto all’integrazione (alloggio, corsi di inglese e mentoring lavorativo) sarà una condizione per la sponsorizzazione; il mancato rispetto potrebbe comportare la revoca della licenza.
In termini pratici, i datori di lavoro multinazionali dispongono ora di un nuovo canale per il reclutamento di talenti in linea con gli obiettivi di responsabilità sociale d’impresa, ma dovranno anche affrontare un controllo più rigoroso dei processi di conformità, mentre il governo cerca di dissipare lo scetticismo pubblico. Un coinvolgimento precoce con ONG approvate e politiche interne chiare sulla sponsorizzazione dei rifugiati saranno fondamentali per sfruttare questa opportunità evitando rischi reputazionali.
Oltre alle nuove vie di accesso, i ministri rivedranno l’applicazione dell’Articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo nel Regno Unito, limitando la possibilità di bloccare le espulsioni solo ai rapporti di “famiglia immediata”. Saranno inoltre rafforzate le tutele contro la schiavitù moderna: i cittadini stranieri con precedenti penali detentivi perderanno automaticamente le protezioni contro il traffico di esseri umani, e le richieste presentate all’ultimo momento dopo l’emissione delle direttive di espulsione saranno presumibilmente respinte, salvo giustificazioni valide per il ritardo. Mahmood sostiene che abbinare alternative sicure e legali a una deterrenza più severa sia essenziale per fermare i passaggi irregolari attraverso la Manica e ripristinare la fiducia nella protezione dei rifugiati.
I critici, invece, avvertono che restringere i criteri dell’Articolo 8 e delle tutele contro la schiavitù potrebbe escludere vittime genuine e aumentare i contenziosi. Per le imprese, l’impatto più immediato riguarda la prevista via di impiego per rifugiati, che dovrebbe partire nel 2027. I datori di lavoro con licenza di sponsor potranno coprire posti vacanti con rifugiati riconosciuti senza dover pagare il consueto contributo per le competenze, ma dovranno comunque rispettare le soglie salariali. I team HR dovranno quindi monitorare la normativa secondaria e preparare processi di onboarding che includano i controlli aggiuntivi di tutela e integrazione previsti dal nuovo schema.
Le riforme indicano anche una più ampia digitalizzazione della conformità in materia di immigrazione. Tutti gli arrivi tramite le nuove vie avranno e-visa collegati a un sistema di rilevamento biometrico, parte della transizione del Regno Unito verso un confine completamente digitale entro febbraio 2027. Le aziende con programmi di mobilità globale dovranno considerare che il supporto all’integrazione (alloggio, corsi di inglese e mentoring lavorativo) sarà una condizione per la sponsorizzazione; il mancato rispetto potrebbe comportare la revoca della licenza.
In termini pratici, i datori di lavoro multinazionali dispongono ora di un nuovo canale per il reclutamento di talenti in linea con gli obiettivi di responsabilità sociale d’impresa, ma dovranno anche affrontare un controllo più rigoroso dei processi di conformità, mentre il governo cerca di dissipare lo scetticismo pubblico. Un coinvolgimento precoce con ONG approvate e politiche interne chiare sulla sponsorizzazione dei rifugiati saranno fondamentali per sfruttare questa opportunità evitando rischi reputazionali.
Fonte: UK Home Office (GOV.UK)
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