
La direzione della Polizia federale di Rosenheim ha riferito il 6 luglio che gli agenti a Kiefersfelden hanno negato l’ingresso a due gruppi distinti: cinque somali in auto e cinque eritrei su un treno internazionale, poiché nessuno di loro era in grado di esibire passaporti o visti validi. I somali risultavano registrati nel sistema di asilo austriaco, mentre i documenti eritrei, rilasciati in Italia, erano scaduti. Entrambi i gruppi sono stati rimandati in Austria e un presunto trafficante è stato incriminato. L’episodio evidenzia come i movimenti secondari all’interno dell’area Schengen proseguano nonostante i controlli alle frontiere interne. Per i datori di lavoro che trasferiscono personale via Vienna o Milano verso la Germania, è fondamentale avere con sé carte di soggiorno valide e prove di impiego successivo; i permessi italiani scaduti non sono più accettati per i viaggi di proseguimento. Le autorità tedesche stanno sempre più spesso emettendo dinieghi immediati con divieto di rientro di 30 giorni, un rischio per i lavoratori transfrontalieri che utilizzano treni con più fermate. I responsabili della mobilità dovrebbero informare i viaggiatori di portare con sé i documenti originali, evitando di lasciarli nei bagagli da stiva. Il ministero dell’Interno bavarese segnala che le pattuglie congiunte con l’Austria sono raddoppiate da marzo e continueranno durante il picco delle vacanze estive.
Fonte: Freenet Polizeimeldungen