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La Corte Suprema de España prohíbe las ‘devoluciones en caliente’ de migrantes interceptados nadando hacia Ceuta y Melilla

lug 9, 2026
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La Corte Suprema de España prohíbe las ‘devoluciones en caliente’ de migrantes interceptados nadando hacia Ceuta y Melilla
In una sentenza storica emessa l’8 luglio, la Corte Suprema spagnola ha ristretto l’ambito della procedura di respingimento rapido del paese, stabilendo che i migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere Ceuta o Melilla non possono essere espulsi sommariamente. Il verdetto riguarda un cittadino algerino rimandato in Marocco dopo essere stato recuperato in acque internazionali nel 2024, ma il suo ragionamento crea un precedente destinato a rivoluzionare il controllo di frontiera nelle enclave spagnole del Nord Africa. La Corte ha stabilito che il regime spagnolo del 2015 di “rechazo en frontera” si applica solo quando una persona supera fisicamente le recinzioni terrestri o qualsiasi altra barriera fissa che separa il territorio spagnolo da quello marocchino. Le acque internazionali, hanno scritto i giudici, non rientrano nella definizione legale di “elemento di contenimento di frontiera”, anche se monitorate da droni, radar o telecamere costiere. Di conseguenza, chi viene intercettato in mare deve essere trattato secondo la normativa ordinaria sull’immigrazione, che garantisce decisioni individuali, accesso a un avvocato e il diritto di richiedere asilo. Le ONG per i diritti umani hanno accolto la decisione come una vittoria contro le cosiddette “devoluciones en caliente”, mentre i sindacati di polizia hanno avvertito che l’aumento della burocrazia potrebbe mettere sotto pressione le risorse durante i mesi di maggiore afflusso. I funzionari del Ministero dell’Interno stanno ora elaborando nuove linee guida operative per le unità marittime della Guardia Civil e per il Sistema Integrato di Sorveglianza Esterna (SIVE) di Ceuta. Le aziende che si avvalgono di appaltatori nelle enclave devono prevedere possibili ritardi temporanei nelle procedure di sdoganamento portuale mentre gli agenti si adeguano alla sentenza. Sul piano strategico, il verdetto limita la capacità della Spagna di replicare le recenti pratiche di respingimento adottate da Grecia e Croazia e potrebbe influenzare le trattative UE sulle procedure comuni di frontiera. Per i responsabili della mobilità internazionale, il caso sottolinea l’importanza di monitorare i cambiamenti giuridici che potrebbero influenzare i flussi di viaggio e lavoro alle frontiere esterne europee. Conclusione pratica: le persone soccorse in mare dirette a Ceuta o Melilla possono ora presentare domanda di asilo sul suolo spagnolo, con possibile allungamento dei tempi di permanenza nei centri di detenzione e delle liste giudiziarie. Le organizzazioni che supportano dipendenti rifugiati o iniziative di responsabilità sociale d’impresa dovrebbero ricalibrare tempi e budget legali di conseguenza.
Fonte: El País

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