
In una sentenza storica emessa il 13 luglio 2026 e pubblicata il 14 luglio, la Corte Suprema spagnola ha parzialmente annullato il Decreto Reale 1155/2024, il regolamento che lo scorso anno ha riformato la legge sull’immigrazione del paese. Pur confermando la struttura generale della riforma, la Corte ha invalidato diverse clausole controverse che ONG e ordini forensi avevano denunciato come dannose per i migranti vulnerabili.
In primo luogo, è stata eliminata la norma che impediva ai minori stranieri sposati di ottenere permessi di soggiorno, ritenendo che l’esclusione generalizzata violasse la Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo. Sono state inoltre annullate le disposizioni che limitavano l’assistenza immediata ai minori non accompagnati e che non riconoscevano le tutele legali stabilite all’estero.
In secondo luogo, i giudici hanno stabilito che le autorità non possono più respingere automaticamente le autorizzazioni di soggiorno o lavoro sulla base di precedenti penali. Gli ufficiali dovranno invece effettuare un test di proporzionalità, valutando il percorso di riabilitazione e le esigenze di unità familiare. La Corte ha inoltre invalidato il divieto per le agenzie di lavoro interinale di partecipare al reclutamento stagionale e ha cancellato l’obbligo di presentare le domande esclusivamente in formato elettronico per alcuni richiedenti, citando il divario digitale.
Per i datori di lavoro, la sentenza elimina ostacoli procedurali in settori come l’agricoltura e l’ospitalità, che dipendono dal lavoro temporaneo straniero. Le aziende potranno nuovamente avvalersi delle agenzie di collocamento per coprire i picchi stagionali, ma dovranno prepararsi a controlli più rigorosi e personalizzati. I team HR internazionali dovranno inoltre considerare che restano in vigore criteri più severi di “arraigo” per i richiedenti asilo; chi è in attesa di una decisione non potrà utilizzare questo periodo per qualificarsi alla regolarizzazione.
Il Ministero dell’Interno ha 60 giorni di tempo per aggiornare la piattaforma online delle domande e fornire nuove linee guida agli uffici immigrazione regionali. Gli operatori legali prevedono un aumento dei ricorsi da parte di chi era stato respinto per motivi ora dichiarati illegittimi, rendendo consigliabile per i responsabili della mobilità globale rivedere eventuali dinieghi ricevuti dal maggio 2025.
In primo luogo, è stata eliminata la norma che impediva ai minori stranieri sposati di ottenere permessi di soggiorno, ritenendo che l’esclusione generalizzata violasse la Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo. Sono state inoltre annullate le disposizioni che limitavano l’assistenza immediata ai minori non accompagnati e che non riconoscevano le tutele legali stabilite all’estero.
In secondo luogo, i giudici hanno stabilito che le autorità non possono più respingere automaticamente le autorizzazioni di soggiorno o lavoro sulla base di precedenti penali. Gli ufficiali dovranno invece effettuare un test di proporzionalità, valutando il percorso di riabilitazione e le esigenze di unità familiare. La Corte ha inoltre invalidato il divieto per le agenzie di lavoro interinale di partecipare al reclutamento stagionale e ha cancellato l’obbligo di presentare le domande esclusivamente in formato elettronico per alcuni richiedenti, citando il divario digitale.
Per i datori di lavoro, la sentenza elimina ostacoli procedurali in settori come l’agricoltura e l’ospitalità, che dipendono dal lavoro temporaneo straniero. Le aziende potranno nuovamente avvalersi delle agenzie di collocamento per coprire i picchi stagionali, ma dovranno prepararsi a controlli più rigorosi e personalizzati. I team HR internazionali dovranno inoltre considerare che restano in vigore criteri più severi di “arraigo” per i richiedenti asilo; chi è in attesa di una decisione non potrà utilizzare questo periodo per qualificarsi alla regolarizzazione.
Il Ministero dell’Interno ha 60 giorni di tempo per aggiornare la piattaforma online delle domande e fornire nuove linee guida agli uffici immigrazione regionali. Gli operatori legali prevedono un aumento dei ricorsi da parte di chi era stato respinto per motivi ora dichiarati illegittimi, rendendo consigliabile per i responsabili della mobilità globale rivedere eventuali dinieghi ricevuti dal maggio 2025.
Fonte: elDiario.es
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