
Il Home Office ha pubblicato una guida di 64 pagine che spiega come i consulenti per l’immigrazione e le aziende che li impiegano devono registrarsi presso la neocostituita Immigration Advice Authority (IAA). Dal 1° ottobre 2026, qualsiasi organizzazione—anche le associazioni benefiche che offrono assistenza pro bono occasionale—dovrà essere iscritta al registro IAA se fornisce consulenza su visti, autorizzazioni elettroniche di viaggio (ETA), asilo, cittadinanza o rimpatrio. Il documento definisce gli standard di competenza, i requisiti formativi e una struttura di accreditamento a tre livelli, che riflette la complessità dei casi trattati. Le novità principali includono la formazione continua obbligatoria annuale in ogni ambito del diritto dell’immigrazione coperto dal consulente; un test di “idoneità e integrità” che esclude chi ha recenti infrazioni disciplinari; e l’obbligo di segnalare consulenze non regolamentate. Le aziende dovranno presentare audit di conformità biennali e mantenere un’assicurazione di responsabilità civile di almeno 250.000 sterline. Gli avvocati già regolamentati dalla Solicitors Regulation Authority otterranno una “registrazione presunta” automatica, ma dovranno comunicare all’IAA il volume dei casi di immigrazione gestiti. Per le aziende, l’impatto maggiore riguarda i fornitori esterni di servizi di mobilità. Le società di relocation che preparano domande per il visto Skilled Worker o Global Business Mobility dovranno aggiornare le competenze del personale o collaborare con uno studio legale registrato all’IAA. In caso contrario, le domande di visto potrebbero essere invalidate e i datori di lavoro esposti a sanzioni civili. La guida conferma inoltre che il supporto informale tra colleghi all’interno delle multinazionali—come il personale HR che aiuta a compilare moduli online—sarà esente, a patto che il consulente non rappresenti formalmente l’individuo presso il Home Office. L’IAA aprirà il portale online per la registrazione provvisoria il 15 agosto, offrendo alle aziende sei settimane per ottenere l’approvazione temporanea. L’autorità pubblicherà un registro pubblico, permettendo a migranti e datori di lavoro di verificare in tempo reale lo status dei consulenti. Dal gennaio 2027, fornire consulenza non registrata sarà un reato penale punibile con multe illimitate e fino a due anni di reclusione.
Fonte: Home Office (UK)
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