
Durante una visita di due giorni a Rabat, il 15 e 16 luglio 2026, il Primo Ministro francese Sébastien Lecornu ha ufficialmente voltato pagina dopo tre anni di tensioni diplomatiche che avevano ridotto del 50% il numero di visti francesi concessi ai marocchini. In una conferenza stampa congiunta con il suo omologo marocchino Aziz Akhannouch, Lecornu ha confermato che i servizi consolari di Casablanca, Rabat e Tangeri sono tornati ai volumi di elaborazione pre-2021 e che il “tetto” ai visti imposto nel 2021 è stato completamente rimosso. Il Marocco, da parte sua, si è impegnato ad accelerare il rilascio dei laissez-passer per i cittadini marocchini con ordini di espulsione dalla Francia, problema che aveva originato le restrizioni francesi.
Il disgelo va oltre la burocrazia. Parigi e Rabat hanno firmato un “partenariato rafforzato per la mobilità” che impegna entrambe le parti a semplificare le procedure per viaggiatori d’affari, ricercatori e studenti, con appuntamenti prioritari e un servizio fast-track di 48 ore per i visti Schengen di breve durata. Un sistema pilota di visto elettronico (e-Visa), che utilizza il database digitale dello stato civile marocchino per la pre-verifica dell’identità, partirà a ottobre per i viaggiatori d’affari in occasione del Casablanca Smart Industry Forum.
Lecornu ha inoltre rilanciato progetti economici di punta, tra cui un interconnettore elettrico sottomarino da 2 miliardi di euro e lo sviluppo congiunto di hub per l’idrogeno verde intorno a Dakhla e Port-la-Nouvelle. Le associazioni industriali hanno accolto con favore gli annunci, sottolineando che i problemi legati ai visti avevano ostacolato le verifiche delle catene di approvvigionamento franco-marocchine dal 2022.
Per le multinazionali francesi, la notizia principale è la certezza: i team delle risorse umane possono nuovamente pianificare missioni a breve termine senza dover prevedere settimane extra per i ritardi consolari. Le agenzie di gestione viaggi prevedono un ritorno ai livelli di prenotazioni voli per Casablanca e Marrakech pari al 2019 entro fine anno, mentre le università francesi si aspettano un aumento delle domande di studenti marocchini per l’anno accademico 2027.
A lungo termine, il partenariato per la mobilità è presentato come un modello per la nuova strategia francese con gli altri partner del Maghreb: Algeria e Tunisia osservano con attenzione. Con i Talent Partnerships dell’UE ancora in fase embrionale, accordi bilaterali come questo potrebbero dettare il ritmo per gli scambi regolamentati di lavoro nel Nord Africa.
Il disgelo va oltre la burocrazia. Parigi e Rabat hanno firmato un “partenariato rafforzato per la mobilità” che impegna entrambe le parti a semplificare le procedure per viaggiatori d’affari, ricercatori e studenti, con appuntamenti prioritari e un servizio fast-track di 48 ore per i visti Schengen di breve durata. Un sistema pilota di visto elettronico (e-Visa), che utilizza il database digitale dello stato civile marocchino per la pre-verifica dell’identità, partirà a ottobre per i viaggiatori d’affari in occasione del Casablanca Smart Industry Forum.
Lecornu ha inoltre rilanciato progetti economici di punta, tra cui un interconnettore elettrico sottomarino da 2 miliardi di euro e lo sviluppo congiunto di hub per l’idrogeno verde intorno a Dakhla e Port-la-Nouvelle. Le associazioni industriali hanno accolto con favore gli annunci, sottolineando che i problemi legati ai visti avevano ostacolato le verifiche delle catene di approvvigionamento franco-marocchine dal 2022.
Per le multinazionali francesi, la notizia principale è la certezza: i team delle risorse umane possono nuovamente pianificare missioni a breve termine senza dover prevedere settimane extra per i ritardi consolari. Le agenzie di gestione viaggi prevedono un ritorno ai livelli di prenotazioni voli per Casablanca e Marrakech pari al 2019 entro fine anno, mentre le università francesi si aspettano un aumento delle domande di studenti marocchini per l’anno accademico 2027.
A lungo termine, il partenariato per la mobilità è presentato come un modello per la nuova strategia francese con gli altri partner del Maghreb: Algeria e Tunisia osservano con attenzione. Con i Talent Partnerships dell’UE ancora in fase embrionale, accordi bilaterali come questo potrebbero dettare il ritmo per gli scambi regolamentati di lavoro nel Nord Africa.
Fonte: Le Monde / Yahoo News