
Il decreto francese 2026-454, pubblicato il 6 giugno e in vigore dal 16 luglio 2026, rivoluziona il Code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile (CESEDA) per allineare la normativa nazionale al Patto europeo su migrazione e asilo adottato nel 2024. Il testo introduce procedure uniformi di controllo alle frontiere, nuovi termini per le decisioni sui richieste di asilo e un database biometrico Eurodac ampliato, ridefinendo significativamente gli obblighi per i datori di lavoro di cittadini di paesi terzi.
Tra le principali novità per la mobilità aziendale, spicca la valutazione obbligatoria della vulnerabilità “pre-ingresso” alle frontiere esterne, con una riduzione del tempo massimo di procedura da 26 a 15 giorni per le domande manifestamente infondate. I datori di lavoro che sponsorizzano trasferimenti intra-aziendali devono ora caricare i contratti di lavoro su un portale centrale almeno 48 ore prima dell’arrivo del lavoratore in area Schengen; il mancato adempimento attiva automaticamente un segnale di “inammissibilità” nel nuovo sistema informatico di controllo alle frontiere.
Il decreto semplifica anche le regole per il ricongiungimento familiare: coniugi e figli possono ottenere una carta di soggiorno digitale unica, valida in tutte le prefetture francesi, eliminando la necessità di appuntamenti ripetuti a livello locale. Al contrario, si inaspriscono le misure di rimpatrio: i datori di lavoro che facilitano soggiorni irregolari rischiano multe fino a 60.000 euro (in precedenza 30.000) per ogni lavoratore senza documenti.
Per i team HR e di mobilità globale, il cambiamento operativo più rilevante riguarda i dati: le informazioni biometriche e contrattuali inserite in Francia saranno condivise istantaneamente con gli altri Stati UE tramite Eurodac III. Le multinazionali devono quindi garantire la coerenza documentale tra giurisdizioni, soprattutto in caso di rotazioni tra entità francesi e olandesi, ad esempio.
Sebbene i critici sostengano che i tempi accelerati compromettano i diritti di giusto processo, il Ministero dell’Interno assicura che le riforme “offriranno chiarezza alle imprese tutelando il diritto d’asilo”. Le aziende sono invitate a rivedere le checklist di onboarding, aggiornare i sistemi paghe per generare i nuovi estratti digitali dei contratti e formare i dipendenti sulle nuove procedure di controllo alle frontiere.
Tra le principali novità per la mobilità aziendale, spicca la valutazione obbligatoria della vulnerabilità “pre-ingresso” alle frontiere esterne, con una riduzione del tempo massimo di procedura da 26 a 15 giorni per le domande manifestamente infondate. I datori di lavoro che sponsorizzano trasferimenti intra-aziendali devono ora caricare i contratti di lavoro su un portale centrale almeno 48 ore prima dell’arrivo del lavoratore in area Schengen; il mancato adempimento attiva automaticamente un segnale di “inammissibilità” nel nuovo sistema informatico di controllo alle frontiere.
Il decreto semplifica anche le regole per il ricongiungimento familiare: coniugi e figli possono ottenere una carta di soggiorno digitale unica, valida in tutte le prefetture francesi, eliminando la necessità di appuntamenti ripetuti a livello locale. Al contrario, si inaspriscono le misure di rimpatrio: i datori di lavoro che facilitano soggiorni irregolari rischiano multe fino a 60.000 euro (in precedenza 30.000) per ogni lavoratore senza documenti.
Per i team HR e di mobilità globale, il cambiamento operativo più rilevante riguarda i dati: le informazioni biometriche e contrattuali inserite in Francia saranno condivise istantaneamente con gli altri Stati UE tramite Eurodac III. Le multinazionali devono quindi garantire la coerenza documentale tra giurisdizioni, soprattutto in caso di rotazioni tra entità francesi e olandesi, ad esempio.
Sebbene i critici sostengano che i tempi accelerati compromettano i diritti di giusto processo, il Ministero dell’Interno assicura che le riforme “offriranno chiarezza alle imprese tutelando il diritto d’asilo”. Le aziende sono invitate a rivedere le checklist di onboarding, aggiornare i sistemi paghe per generare i nuovi estratti digitali dei contratti e formare i dipendenti sulle nuove procedure di controllo alle frontiere.
Fonte: Légifrance