
Nuovi dati del Ministero dell’Interno rivelano che gli arrivi irregolari nelle Isole Baleari sono scesi a 3.244 persone al 15 luglio, 140 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’arcipelago ha registrato 172 sbarchi di piccole imbarcazioni, tre in meno rispetto al 2025, mentre gli arrivi via mare a livello nazionale sono calati del 36% su base annua, attestandosi a 11.488. Il trend al ribasso è ancora più marcato a livello nazionale: le entrate irregolari totali, via mare e terra, sono 14.479, con un calo del 24,7% rispetto al 2025. Questi dati saranno accolti positivamente dalle imprese che dipendono dai permessi stagionali, poiché una minore pressione sulle imbarcazioni libera normalmente capacità amministrativa negli uffici per gli stranieri. Ceuta rappresenta un’eccezione: gli ingressi via terra sono aumentati del 149%, raggiungendo 2.826 persone, a causa dello spostamento delle rotte di contrabbando dopo i controlli marocchini nell’Atlantico. Per le aziende operanti nell’enclave autonoma, i controlli d’identità e i tempi di inserimento potrebbero subire interruzioni sporadiche mentre le autorità rafforzano i controlli. Sul piano politico, Madrid attribuisce il miglioramento a un’intensificazione delle pattuglie marittime, a cellule di intelligence congiunte con Rabat e al nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo, le cui regole di responsabilità e solidarietà sono entrate in vigore il 12 giugno. Le ONG, invece, sostengono che il miglioramento sia dovuto a mari più calmi e alla ripresa dei viaggi post-pandemia, che favoriscono percorsi regolari, in particolare il programma straordinario di regolarizzazione spagnolo, attivo da sei mesi e che ha già raccolto oltre un milione di domande. In ogni caso, i team di mobilità globale dovrebbero monitorare i tempi di elaborazione nelle città di confine. Una situazione stabile nelle Baleari potrebbe tradursi in tempi più rapidi per i richiedenti ingresso legale che devono completare il rilascio delle carte di soggiorno sulle isole.
Fonte: Mallorcadiario