
Il Bundestag tedesco riporta l’attenzione sulla governance della migrazione internazionale dopo che il gruppo parlamentare AfD ha presentato una ‘Kleine Anfrage’ (interrogazione minore) il 20 luglio. La mozione chiede al governo federale di dettagliare la sua posizione in vista del secondo Forum Internazionale sulla Revisione della Migrazione (IMRF) e di specificare eventuali nuovi impegni che intende assumere nell’ambito del Patto Globale delle Nazioni Unite per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare (GCM). Si richiedono inoltre proiezioni dei costi e implicazioni legali per la politica migratoria tedesca.
Perché è importante per i team di mobilità globale: il GCM definisce linee guida di best practice su mobilità delle competenze, reclutamento etico e gestione digitale delle frontiere. Qualsiasi impegno tedesco ad ampliare i canali di migrazione lavorativa o a inasprire le procedure di rimpatrio si tradurrebbe in modifiche legislative, dai contingenti per i permessi di soggiorno alle regole di conformità per la sponsorizzazione da parte dei datori di lavoro.
L’interrogazione chiede in particolare chiarimenti sulla posizione della Germania riguardo ai ‘Talent Partnerships’, un programma che la Commissione Europea intende potenziare entro il 2027 per mettere in contatto datori di lavoro con lavoratori qualificati provenienti da paesi partner. I responsabili della mobilità aziendale osservano con attenzione se Berlino si impegnerà a destinare risorse aggiuntive per l’elaborazione dei visti, un collo di bottiglia persistente a causa degli arretrati pandemici.
Secondo il regolamento del Bundestag, i Ministeri dell’Interno e degli Esteri devono rispondere entro due settimane, quindi un documento di posizione è atteso per i primi di agosto. Questa tempistica coincide con le trattative sul tanto atteso Skilled-Immigration Act 2.0 tedesco, alimentando le aspettative che la risposta possa anticipare elementi chiave del disegno di legge. I datori di lavoro che pianificano i budget per il 2027 dovrebbero monitorare la risposta per eventuali nuovi obblighi documentali o di sponsorizzazione.
Perché è importante per i team di mobilità globale: il GCM definisce linee guida di best practice su mobilità delle competenze, reclutamento etico e gestione digitale delle frontiere. Qualsiasi impegno tedesco ad ampliare i canali di migrazione lavorativa o a inasprire le procedure di rimpatrio si tradurrebbe in modifiche legislative, dai contingenti per i permessi di soggiorno alle regole di conformità per la sponsorizzazione da parte dei datori di lavoro.
L’interrogazione chiede in particolare chiarimenti sulla posizione della Germania riguardo ai ‘Talent Partnerships’, un programma che la Commissione Europea intende potenziare entro il 2027 per mettere in contatto datori di lavoro con lavoratori qualificati provenienti da paesi partner. I responsabili della mobilità aziendale osservano con attenzione se Berlino si impegnerà a destinare risorse aggiuntive per l’elaborazione dei visti, un collo di bottiglia persistente a causa degli arretrati pandemici.
Secondo il regolamento del Bundestag, i Ministeri dell’Interno e degli Esteri devono rispondere entro due settimane, quindi un documento di posizione è atteso per i primi di agosto. Questa tempistica coincide con le trattative sul tanto atteso Skilled-Immigration Act 2.0 tedesco, alimentando le aspettative che la risposta possa anticipare elementi chiave del disegno di legge. I datori di lavoro che pianificano i budget per il 2027 dovrebbero monitorare la risposta per eventuali nuovi obblighi documentali o di sponsorizzazione.