
Il Ministero Federale dell’Interno ha aggiornato la sua lista ufficiale dei «Paesi soggetti a visto», confermando la ratifica e l’entrata in vigore, prevista per questa settimana, di un accordo bilaterale (BGBl III n. 60/2026) che consente l’ingresso senza visto ai titolari di passaporti diplomatici austriaci e kazaki. Sebbene la deroga riguardi una categoria ristretta di viaggiatori, rafforza i legami politici e potrebbe aprire la strada a negoziati più ampi per facilitazioni estese a passaporti commerciali e ufficiali. Il Kazakistan è il partner commerciale più importante dell’Austria in Asia Centrale, con un fatturato bilaterale di merci superiore a 800 milioni di euro lo scorso anno, principalmente nei settori di macchinari, farmaceutica e tecnologie per l’energia verde. Fino ad ora, anche i funzionari di alto livello necessitavano di un visto Schengen C per partecipare a conferenze o negoziare contratti energetici a Vienna. Le nuove norme consentono soggiorni fino a 90 giorni ogni 180 senza necessità di documentazione, allineando l’Austria alla maggior parte degli altri Stati membri UE che hanno già abolito il visto per i diplomatici kazaki. L’impatto pratico per le multinazionali è indiretto ma concreto: le delegazioni kazake di alto livello possono ora visitare sedi o stabilimenti austriaci con breve preavviso, facilitando le trattative. Allo stesso modo, le missioni commerciali austriache ad Astana godono della stessa libertà, riducendo i tempi per l’ottenimento dei visti kazaki. I team di immigrazione devono tuttavia ricordare che il beneficio è limitato ai passaporti diplomatici biometrici; i passaporti ordinari e di servizio restano soggetti alle procedure standard Schengen o kazake. Gli osservatori sottolineano che l’accordo arriva mentre Vienna si promuove come porta d’ingresso per gli investimenti dell’Asia Centrale nel mercato unico UE, e mentre il Kazakistan cerca partner tecnologici europei per la sua agenda di decarbonizzazione.