
Un nuovo rapporto demografico pubblicato il 22 luglio dal think-tank CEU CEFAS stima che oltre 350.000 migranti siano entrati in Spagna in modo irregolare attraverso le Isole Canarie, Ceuta e Melilla negli ultimi trent’anni. Basandosi su dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, Eurostat e del Ministero dell’Interno, gli autori individuano due modelli distinti: arrivi via mare alle Canarie – oltre la metà concentrati nei cinque anni dal 2021 al 2025 – e attraversamenti principalmente via terra nelle due enclave nordafricane.
Questi dati arrivano mentre i funzionari del Ministero dell’Interno definiscono il piano di personale per il 2027 del ‘Contingente 5’ di Frontex, che la Spagna guiderà da metà 2027. Per i team di ricollocazione e gestione dei rischi di viaggio, i numeri confermano che le frontiere esterne spagnole restano sotto pressione e che picchi improvvisi possono tradursi in controlli aeroportuali o portuali ben all’interno della penisola, causando ritardi per gli equipaggi di navi cargo e ingegneri di progetto in voli last minute.
Lo studio evidenzia anche squilibri demografici: le Canarie dipendono ora dall’immigrazione netta per la crescita della popolazione, con un tasso di fertilità di 0,78 figli per donna nata in Spagna – il più basso tra le 242 regioni NUTS-3 europee. Al contrario, Ceuta e Melilla vantano le popolazioni più giovani della Spagna ma anche i tassi di disoccupazione più alti. Gli analisti politici prevedono che queste tendenze rafforzeranno la spinta di Madrid verso percorsi migratori basati sulle competenze e incentivi regionali mirati.
Implicazioni per le imprese: le aziende operanti nei centri di riparazione navale come Las Palmas dovrebbero prepararsi a continue operazioni umanitarie che possono mettere sotto pressione il mercato degli alloggi con breve preavviso. Inserire clausole per soluzioni abitative alternative nei budget delle missioni e monitorare l’uso degli hotel da parte delle autorità locali per scopi di accoglienza può aiutare a mitigare i disagi.
Sebbene di portata storica, il rapporto CEU CEFAS sarà parte integrante della revisione parlamentare della riforma del Regolamento sugli Stranieri prevista per ottobre 2024. Gli stakeholder della mobilità potrebbero voler presentare documenti di posizione per sottolineare l’importanza di snellire i percorsi per i permessi di lavoro, al fine di canalizzare gli arrivi irregolari verso l’occupazione formale.
Questi dati arrivano mentre i funzionari del Ministero dell’Interno definiscono il piano di personale per il 2027 del ‘Contingente 5’ di Frontex, che la Spagna guiderà da metà 2027. Per i team di ricollocazione e gestione dei rischi di viaggio, i numeri confermano che le frontiere esterne spagnole restano sotto pressione e che picchi improvvisi possono tradursi in controlli aeroportuali o portuali ben all’interno della penisola, causando ritardi per gli equipaggi di navi cargo e ingegneri di progetto in voli last minute.
Lo studio evidenzia anche squilibri demografici: le Canarie dipendono ora dall’immigrazione netta per la crescita della popolazione, con un tasso di fertilità di 0,78 figli per donna nata in Spagna – il più basso tra le 242 regioni NUTS-3 europee. Al contrario, Ceuta e Melilla vantano le popolazioni più giovani della Spagna ma anche i tassi di disoccupazione più alti. Gli analisti politici prevedono che queste tendenze rafforzeranno la spinta di Madrid verso percorsi migratori basati sulle competenze e incentivi regionali mirati.
Implicazioni per le imprese: le aziende operanti nei centri di riparazione navale come Las Palmas dovrebbero prepararsi a continue operazioni umanitarie che possono mettere sotto pressione il mercato degli alloggi con breve preavviso. Inserire clausole per soluzioni abitative alternative nei budget delle missioni e monitorare l’uso degli hotel da parte delle autorità locali per scopi di accoglienza può aiutare a mitigare i disagi.
Sebbene di portata storica, il rapporto CEU CEFAS sarà parte integrante della revisione parlamentare della riforma del Regolamento sugli Stranieri prevista per ottobre 2024. Gli stakeholder della mobilità potrebbero voler presentare documenti di posizione per sottolineare l’importanza di snellire i percorsi per i permessi di lavoro, al fine di canalizzare gli arrivi irregolari verso l’occupazione formale.
Fonte: Europa Press
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