
Il Ministero degli Esteri finlandese ha confermato il 24 luglio che a partire da oggi applicherà integralmente il 21° pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia. Le misure, adottate dai ministri degli Esteri dell’UE nella tarda serata del 23 luglio, aggiungono quasi 300 persone e entità alla lista di congelamento dei beni del blocco e inaspriscono le restrizioni su energia e trasporti marittimi. Una clausola con conseguenze dirette sulla mobilità vieta agli Stati Schengen di rilasciare visti a chiunque sia o sia stato nelle forze armate russe o nelle milizie affiliate dal 24 febbraio 2022. Secondo il Dipartimento dei Servizi Consolari finlandese, la nuova regola è vincolante per legge ed entra in vigore immediatamente in tutte le missioni finlandesi all’estero e ai punti di controllo alle frontiere esterne. I richiedenti devono ora dichiarare eventuali servizi militari russi passati o presenti; la mancata dichiarazione comporta il rifiuto del visto e possibili divieti di ingresso. Il Ministero dell’Interno ha comunicato a Global Mobility News che i database delle guardie di frontiera saranno aggiornati entro 48 ore per riflettere i nuovi codici di allerta UE. In pratica, la misura ridurrà drasticamente i flussi di viaggio lungo il confine terrestre finlandese con la Russia una volta che i valichi riapriranno. Prima della chiusura della frontiera orientale da parte di Helsinki nel dicembre 2023, la Finlandia rilasciava circa 40.000 visti di breve durata ai cittadini russi ogni anno. I consolati prevedono ora che “una percentuale a due cifre” dei futuri richiedenti sarà soggetta al divieto, in particolare uomini che cercano di lasciare la Russia per evitare la mobilitazione. Le multinazionali con dipendenti con doppia cittadinanza finlandese-russa sono invitate a rivedere la pianificazione delle missioni. Mentre i cittadini con doppio passaporto che viaggiano con quello finlandese sono esenti, qualsiasi dipendente che utilizzi un passaporto russo e abbia svolto il servizio militare obbligatorio potrebbe vedersi negato il visto Schengen per viaggi di lavoro in Europa. I datori di lavoro dovrebbero inoltre verificare che i subappaltatori russi che accedono ai cantieri finlandesi rispettino i nuovi criteri. Il divieto di visto integra la legislazione nazionale finlandese sulla sicurezza, che da gennaio 2026 richiederà sei anni di residenza e competenze dimostrate in finlandese o svedese per il permesso di soggiorno permanente. Nel complesso, le misure indicano un approccio più restrittivo verso la mobilità russa, e i team HR devono prepararsi a tempi più lunghi e costi di conformità maggiori per progetti transfrontalieri che coinvolgono talenti russi.
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