
Un capitolo appena pubblicato del dossier di transizione di IRCC delinea l’evoluzione del rapporto tra il governo federale e il Québec nell’ambito dell’Accordo Canada-Québec del 1991. Il documento conferma che il Québec prevede di ammettere 45.000 residenti permanenti nel 2026, circa il 12% dell’obiettivo federale canadese, e continua a sollecitare Ottawa a ridurre il numero di residenti temporanei e richiedenti asilo.
La novità più rilevante per i team di mobilità internazionale è la richiesta del Québec di introdurre entro il 2028 la conoscenza obbligatoria del francese per alcuni lavoratori stranieri temporanei, una misura che Ottawa sta “valutando attraverso modifiche regolamentari”. Se attuata, le aziende che assumono in Québec potrebbero dover includere test linguistici nei loro budget e tempistiche di onboarding.
Il briefing segnala inoltre che il Québec riceverà una sovvenzione federale di 867 milioni di dollari per i servizi di integrazione nel 2025-26, una cifra destinata a crescere secondo la formula prevista dall’Accordo. Le imprese che trasferiscono personale a Montréal o Québec City devono quindi aspettarsi un continuo investimento provinciale nei servizi di integrazione, anche in un contesto di limiti più stringenti alle ammissioni.
Nel frattempo, il Québec sostiene di sopportare una quota sproporzionata di richiedenti asilo e chiede una “distribuzione più equa” tra le province. Qualsiasi riassegnazione federale potrebbe modificare le destinazioni di richiedenti rifugio e, in futuro, di nuovi arrivati idonei al lavoro, influenzando i bacini di manodopera in settori come l’agricoltura e l’ospitalità.
Con la provincia che ora stabilisce autonomamente i propri obiettivi per i residenti temporanei, i responsabili della mobilità devono monitorare attentamente le normative parallele federali e del Québec per evitare lacune di conformità, soprattutto per quanto riguarda le categorie di permessi di lavoro come il Programma di Mobilità Internazionale.
La novità più rilevante per i team di mobilità internazionale è la richiesta del Québec di introdurre entro il 2028 la conoscenza obbligatoria del francese per alcuni lavoratori stranieri temporanei, una misura che Ottawa sta “valutando attraverso modifiche regolamentari”. Se attuata, le aziende che assumono in Québec potrebbero dover includere test linguistici nei loro budget e tempistiche di onboarding.
Il briefing segnala inoltre che il Québec riceverà una sovvenzione federale di 867 milioni di dollari per i servizi di integrazione nel 2025-26, una cifra destinata a crescere secondo la formula prevista dall’Accordo. Le imprese che trasferiscono personale a Montréal o Québec City devono quindi aspettarsi un continuo investimento provinciale nei servizi di integrazione, anche in un contesto di limiti più stringenti alle ammissioni.
Nel frattempo, il Québec sostiene di sopportare una quota sproporzionata di richiedenti asilo e chiede una “distribuzione più equa” tra le province. Qualsiasi riassegnazione federale potrebbe modificare le destinazioni di richiedenti rifugio e, in futuro, di nuovi arrivati idonei al lavoro, influenzando i bacini di manodopera in settori come l’agricoltura e l’ospitalità.
Con la provincia che ora stabilisce autonomamente i propri obiettivi per i residenti temporanei, i responsabili della mobilità devono monitorare attentamente le normative parallele federali e del Québec per evitare lacune di conformità, soprattutto per quanto riguarda le categorie di permessi di lavoro come il Programma di Mobilità Internazionale.
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