
Da oggi, 1° agosto 2026, entra in vigore la riforma a lungo pianificata del finanziamento dell’immigrazione studentesca in Finlandia. Secondo le modifiche approvate alla fine del 2025, gli studenti provenienti da paesi extra Unione Europea e Spazio Economico Europeo che si iscrivono a programmi di istruzione secondaria superiore generale (lukio) o a percorsi di formazione professionale (VET) dovranno ora pagare le tasse universitarie, precedentemente esentate. Le università e le università di scienze applicate applicano già tasse agli studenti non UE dal 2017, ma è la prima volta che questa politica si estende al livello secondario.
Il Ministero dell’Istruzione e della Cultura sostiene che la modifica ridurrà gli oneri amministrativi per le scuole e permetterà una gestione più efficiente delle risorse didattiche. In pratica, le istituzioni potranno utilizzare le entrate derivanti dalle tasse per investire in marketing internazionale o servizi di supporto agli studenti, ma dovranno anche istituire borse di studio per candidati meritevoli e per studenti in situazioni vulnerabili, come chi detiene protezione temporanea.
Gli studenti in scambio che partecipano a programmi consolidati rimangono esenti, così come gli studenti residenti stabilmente in un altro paese SEE. Per le famiglie internazionali già residenti in Finlandia e per le multinazionali che trasferiscono personale, le implicazioni sono rilevanti. Un adolescente con permesso di soggiorno come familiare a carico dovrà ora affrontare tasse che variano da 3.000 a oltre 10.000 euro all’anno accademico, a seconda del comune e del corso frequentato. I datori di lavoro che offrono pacchetti per espatriati potrebbero dover rivedere le indennità per l’istruzione, mentre le aziende più piccole potrebbero trovare più costoso reclutare talenti chiave con figli in età scolare.
Gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono un aumento delle richieste di chiarimento sul fatto che lo studio a livello secondario possa ancora garantire il diritto di soggiorno per tutta la famiglia. Secondo le norme vigenti, la capacità dello studente di mantenersi è condizione per il rinnovo del permesso; ora la prova dei fondi deve coprire sia le spese di vita (almeno 560 euro al mese) sia il pagamento delle tasse scolastiche. Il Servizio Immigrazione Finlandese (Migri) sta preparando nuove linee guida sulle prove accettabili, come estratti conto bancari o certificati di borsa di studio confermati, e avverte che le domande senza documentazione del pagamento delle tasse potrebbero subire ritardi.
I critici, tra cui diversi sindacati studenteschi e il Consiglio Nazionale della Gioventù Finlandese Allianssi, temono che la misura riduca la diversità nelle classi e contraddica l’obiettivo più ampio della Finlandia di attrarre 15.000 studenti stranieri all’anno entro il 2030. Il governo replica che le tasse a livello secondario allineano la Finlandia agli altri paesi nordici e che i programmi di “percorso” di alta qualità in inglese continueranno ad attrarre candidati motivati.
La prima vera prova arriverà a gennaio 2027, quando le statistiche sulle iscrizioni mostreranno se la svolta politica di oggi ha effettivamente ridotto la domanda.
Il Ministero dell’Istruzione e della Cultura sostiene che la modifica ridurrà gli oneri amministrativi per le scuole e permetterà una gestione più efficiente delle risorse didattiche. In pratica, le istituzioni potranno utilizzare le entrate derivanti dalle tasse per investire in marketing internazionale o servizi di supporto agli studenti, ma dovranno anche istituire borse di studio per candidati meritevoli e per studenti in situazioni vulnerabili, come chi detiene protezione temporanea.
Gli studenti in scambio che partecipano a programmi consolidati rimangono esenti, così come gli studenti residenti stabilmente in un altro paese SEE. Per le famiglie internazionali già residenti in Finlandia e per le multinazionali che trasferiscono personale, le implicazioni sono rilevanti. Un adolescente con permesso di soggiorno come familiare a carico dovrà ora affrontare tasse che variano da 3.000 a oltre 10.000 euro all’anno accademico, a seconda del comune e del corso frequentato. I datori di lavoro che offrono pacchetti per espatriati potrebbero dover rivedere le indennità per l’istruzione, mentre le aziende più piccole potrebbero trovare più costoso reclutare talenti chiave con figli in età scolare.
Gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono un aumento delle richieste di chiarimento sul fatto che lo studio a livello secondario possa ancora garantire il diritto di soggiorno per tutta la famiglia. Secondo le norme vigenti, la capacità dello studente di mantenersi è condizione per il rinnovo del permesso; ora la prova dei fondi deve coprire sia le spese di vita (almeno 560 euro al mese) sia il pagamento delle tasse scolastiche. Il Servizio Immigrazione Finlandese (Migri) sta preparando nuove linee guida sulle prove accettabili, come estratti conto bancari o certificati di borsa di studio confermati, e avverte che le domande senza documentazione del pagamento delle tasse potrebbero subire ritardi.
I critici, tra cui diversi sindacati studenteschi e il Consiglio Nazionale della Gioventù Finlandese Allianssi, temono che la misura riduca la diversità nelle classi e contraddica l’obiettivo più ampio della Finlandia di attrarre 15.000 studenti stranieri all’anno entro il 2030. Il governo replica che le tasse a livello secondario allineano la Finlandia agli altri paesi nordici e che i programmi di “percorso” di alta qualità in inglese continueranno ad attrarre candidati motivati.
La prima vera prova arriverà a gennaio 2027, quando le statistiche sulle iscrizioni mostreranno se la svolta politica di oggi ha effettivamente ridotto la domanda.
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