
Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa settentrionale dell'Africa, ha ripreso la normale attività domenica 2 agosto, ma le conseguenze della più grande attraversata incontrollata di confine nella storia moderna della Spagna continuano a farsi sentire. Le autorità locali riferiscono che, dei 50.000-60.000 giovani marocchini che hanno attraversato il confine tra il 30 e il 31 luglio, la stragrande maggioranza è già tornata in Marocco. Strade, caffè e spiagge sono stati riaperti, ma residenti e imprese restano scossi. I servizi di soccorso spagnoli e la Guardia Civil continuano a setacciare le acque alla ricerca di corpi; il bilancio ufficiale delle vittime è di 72, annegate o calpestate nella calca lungo il molo. Gli albergatori segnalano un’ondata di cancellazioni mentre i tour operator rivedono le percezioni di sicurezza, e diverse multinazionali con stabilimenti ad Algeciras, dall’altra parte dello stretto, hanno attivato piani di emergenza per la mobilità del personale transfrontaliero. Sul piano politico, l’episodio ha trasformato Ceuta in un palcoscenico per il dibattito europeo sull’immigrazione. Influencer di estrema destra e politici di Vox sono arrivati nel fine settimana chiedendo espulsioni, scatenando contro-manifestazioni da parte di gruppi giovanili musulmani locali che hanno denunciato quello che hanno definito “turismo politico”. Il Ministero dell’Interno ha rafforzato il numero di agenti di polizia di 1.200 unità e attivato squadre di valutazione rapida delle domande di asilo, ma i funzionari ammettono che le strutture di accoglienza esistenti erano già al limite della capacità. Per i responsabili della mobilità globale, l’episodio rappresenta un campanello d’allarme. Ha mostrato quanto rapidamente un confine esterno Schengen possa essere sopraffatto, paralizzando i traghetti commerciali, interrompendo i flussi di merci e bloccando i viaggiatori su entrambi i lati. Le aziende con dipendenti a Ceuta, nel vicino porto di Algeciras o nella zona franca di Tangeri sono invitate a rivedere i protocolli di evacuazione, monitorare in tempo reale lo status migratorio dei lavoratori e prevedere flessibilità nelle rotte marittime che potrebbero essere sospese con breve preavviso. Sul lungo termine, Madrid dovrebbe chiedere all’UE un maggiore supporto e finanziamenti per Frontex per aumentare la capacità di accoglienza, rilanciando al contempo i negoziati con Rabat su programmi congiunti di migrazione lavorativa che offrano vie legali per i lavoratori marocchini. Se questo doppio approccio, fatto di controlli più severi e visti più regolari, riuscirà a ristabilire la fiducia di investitori e viaggiatori sarà una prova cruciale nei prossimi mesi.
Fonte: Associated Press