
L'Italia ha confermato martedì 15 settembre 2026 che i controlli temporanei alle frontiere reintrodotti per i passeggeri in arrivo dalla Spagna resteranno in vigore per altri 15 giorni. Roma aveva ripristinato i controlli nei porti e negli aeroporti il 1° agosto, invocando una “minaccia straordinaria all’ordine pubblico e alla sicurezza interna” dopo che oltre 70.000 migranti avevano attraversato dal Marocco l’enclave spagnola di Ceuta in un arco di 48 ore alla fine di luglio. Madrid ha risposto immediatamente con misure speculari, richiedendo ai viaggiatori provenienti dall’Italia di esibire il passaporto e di sottoporsi a controlli casuali da parte della polizia all’arrivo negli aeroporti e nei terminal dei traghetti spagnoli. Il ministero degli Esteri spagnolo ha annunciato martedì che questi controlli reciproci saranno estesi almeno fino al 30 settembre, mentre proseguono i “colloqui tecnici” con la Commissione Europea. Sebbene voli e traghetti operino regolarmente, i viaggiatori devono aspettarsi code più lunghe ai controlli passaporti e portare con sé documenti che attestino il proseguimento del viaggio e la prenotazione dell’alloggio. Le compagnie segnalano che i tempi medi di controllo a Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat sono aumentati di 10-15 minuti, con ritardi simili a Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino. Le compagnie aeree hanno risposto aprendo corsie dedicate Schengen-fast-track per i passeggeri premium, ma i viaggiatori in classe economica sono invitati a presentarsi in aeroporto con largo anticipo. Per le aziende multinazionali, questa disputa è un promemoria che la mobilità intra-UE può subire interruzioni improvvise nonostante il quadro Schengen. Le imprese che spostano personale tra sedi spagnole e italiane stanno rivedendo i protocolli di assistenza e invitano i viaggiatori a prevedere tempi di transito più lunghi, soprattutto in caso di coincidenze strette verso destinazioni extra-Schengen. I consulenti per l’immigrazione sottolineano che le notifiche per i lavoratori distaccati devono continuare a indicare “Schengen” come destinazione, ma i team HR devono informare i dipendenti sui controlli temporanei dei documenti d’identità. I diplomatici a Bruxelles riferiscono che entrambi i Paesi sono sotto pressione per revocare i controlli prima del Consiglio UE Giustizia e Affari Interni del 1° ottobre, dove la Commissione presenterà il rapporto annuale sul funzionamento di Schengen. Fino ad allora, lo stallo politico è destinato a proseguire, rendendo le rotte Spagna-Italia un possibile focolaio di ulteriori disagi alla mobilità.
Fonte: Associated Press / El País
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