
Il primo ministro belga Bart De Wever ha annunciato al parlamento il 16 settembre che il paese escluderà i minori di 18 anni dai futuri «hub di rimpatrio» — centri offshore dove i richiedenti asilo respinti attenderebbero la deportazione. Questa precisazione arriva mentre cinque stati membri dell’UE, tra cui il Belgio, si affrettano a stringere accordi con paesi terzi per ospitare questi centri nell’ambito del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo.
Gli hub di rimpatrio sono pensati per accelerare le espulsioni e scoraggiare richieste infondate, ma hanno suscitato critiche da parte di associazioni per i diritti dei minori e di diversi partiti della coalizione di governo belga, composta da sette forze politiche. De Wever ha riconosciuto queste preoccupazioni, dichiarando: «C’è tensione, e abbiamo concordato che non coinvolgeremo i minori. Vogliamo gli hub, ma non per i minorenni».
Questo impegno neutralizza una potenziale crisi nella coalizione e permette al Belgio di restare al tavolo delle trattative con Italia, Grecia, Danimarca e Austria, gli altri sostenitori del progetto. Per i team di mobilità internazionale, l’annuncio chiarisce le questioni legate all’unità familiare, spesso complicate nelle assegnazioni a lungo termine. Se gli hub entreranno in funzione nel 2027, gli adulti con domande respinte potrebbero essere trasferiti, mentre i minori resteranno nella rete di accoglienza nazionale belga.
Questa distinzione è cruciale per le multinazionali che sponsorizzano rifugiati umanitari o familiari di personale chiave: i dipendenti con figli minorenni non dovranno affrontare trasferimenti offshore. La decisione indica inoltre che il Belgio manterrà standard di tutela più elevati rispetto ad altri paesi, influenzando potenzialmente le norme UE attualmente in fase di definizione nei triloghi.
I fornitori di servizi per la mobilità aziendale devono prepararsi a un sistema di rimpatrio a doppio binario, dove gli adulti irregolari potrebbero essere gestiti fuori dall’Unione, mentre i casi dei minori si protrarranno, allungando i tempi per il trasferimento degli alloggi e le formalità di uscita.
Più in generale, il dibattito evidenzia la sensibilità politica della migrazione in Belgio in vista delle elezioni regionali della prossima primavera. Le aziende possono aspettarsi ulteriori modifiche normative — ad esempio revoche più rapide dei permessi di lavoro per adulti con domande respinte — ma è probabile che le tutele per i minori rimangano saldamente garantite dalla legge.
Gli hub di rimpatrio sono pensati per accelerare le espulsioni e scoraggiare richieste infondate, ma hanno suscitato critiche da parte di associazioni per i diritti dei minori e di diversi partiti della coalizione di governo belga, composta da sette forze politiche. De Wever ha riconosciuto queste preoccupazioni, dichiarando: «C’è tensione, e abbiamo concordato che non coinvolgeremo i minori. Vogliamo gli hub, ma non per i minorenni».
Questo impegno neutralizza una potenziale crisi nella coalizione e permette al Belgio di restare al tavolo delle trattative con Italia, Grecia, Danimarca e Austria, gli altri sostenitori del progetto. Per i team di mobilità internazionale, l’annuncio chiarisce le questioni legate all’unità familiare, spesso complicate nelle assegnazioni a lungo termine. Se gli hub entreranno in funzione nel 2027, gli adulti con domande respinte potrebbero essere trasferiti, mentre i minori resteranno nella rete di accoglienza nazionale belga.
Questa distinzione è cruciale per le multinazionali che sponsorizzano rifugiati umanitari o familiari di personale chiave: i dipendenti con figli minorenni non dovranno affrontare trasferimenti offshore. La decisione indica inoltre che il Belgio manterrà standard di tutela più elevati rispetto ad altri paesi, influenzando potenzialmente le norme UE attualmente in fase di definizione nei triloghi.
I fornitori di servizi per la mobilità aziendale devono prepararsi a un sistema di rimpatrio a doppio binario, dove gli adulti irregolari potrebbero essere gestiti fuori dall’Unione, mentre i casi dei minori si protrarranno, allungando i tempi per il trasferimento degli alloggi e le formalità di uscita.
Più in generale, il dibattito evidenzia la sensibilità politica della migrazione in Belgio in vista delle elezioni regionali della prossima primavera. Le aziende possono aspettarsi ulteriori modifiche normative — ad esempio revoche più rapide dei permessi di lavoro per adulti con domande respinte — ma è probabile che le tutele per i minori rimangano saldamente garantite dalla legge.
Fonte: The Brussels Times
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