
Il cruscotto aggiornato di Schengen pubblicato dalla Commissione Europea il 16 settembre conferma che i Paesi Bassi prolungheranno i controlli temporanei alle frontiere con Belgio e Germania almeno fino al 30 settembre 2026. Amsterdam ha reintrodotto i controlli a giugno, dopo un aumento delle richieste di asilo e delle attività di traffico di migranti che hanno sovraccaricato i centri di accoglienza di Ter Apel e Budel.
Per i pendolari transfrontalieri nel corridoio industriale del Benelux – dove migliaia di residenti belgi lavorano per aziende olandesi nei settori della logistica, delle scienze della vita e della tecnologia – l’estensione significa controlli a campione dei documenti d’identità sulle autostrade E19 e A16, oltre che in alcuni passaggi ferroviari selezionati. Le compagnie aeree che operano voli intra-Schengen tra Bruxelles e Amsterdam devono inoltre mantenere liste passeggeri anticipate per la polizia di frontiera olandese.
Sebbene i tempi di attesa restino contenuti (5-15 minuti nella maggior parte dei giorni), i controlli introducono incertezza nelle catene di approvvigionamento just-in-time e per i lavoratori residenti in Belgio che svolgono turni notturni a Breda o Eindhoven. I datori di lavoro dovrebbero ricordare al personale di portare con sé passaporto o carta d’identità elettronica belga e considerare possibili ritardi nella pianificazione dei turni. Gli autotrasportatori sono invitati a prevedere almeno 30 minuti di margine durante le ore di punta mattutine e in occasione di eventi importanti come l’Amsterdam Dance Event, in programma per fine mese.
La decisione olandese evidenzia la crescente frammentazione dell’area Schengen, con diversi Stati che rispondono alle pressioni migratorie e alle preoccupazioni di sicurezza. Germania, Austria e Italia hanno emesso notifiche simili lo stesso giorno, aprendo la possibilità di una rete di confini interni a macchia di leopardo durante l’inverno. I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero monitorare settimanalmente le notifiche UE e aggiornare i profili dei viaggiatori per garantire che i contatti di emergenza e le scansioni dei documenti siano sempre aggiornati.
Finora il Belgio ha evitato misure reciproche, ma il ministero dell’Interno mantiene pattuglie mobili in stato di allerta. Se i movimenti secondari dal lato olandese dovessero aumentare, le autorità belghe potrebbero reintrodurre i propri controlli con un preavviso di 48 ore, replicando lo schema dello scorso inverno.
Per i pendolari transfrontalieri nel corridoio industriale del Benelux – dove migliaia di residenti belgi lavorano per aziende olandesi nei settori della logistica, delle scienze della vita e della tecnologia – l’estensione significa controlli a campione dei documenti d’identità sulle autostrade E19 e A16, oltre che in alcuni passaggi ferroviari selezionati. Le compagnie aeree che operano voli intra-Schengen tra Bruxelles e Amsterdam devono inoltre mantenere liste passeggeri anticipate per la polizia di frontiera olandese.
Sebbene i tempi di attesa restino contenuti (5-15 minuti nella maggior parte dei giorni), i controlli introducono incertezza nelle catene di approvvigionamento just-in-time e per i lavoratori residenti in Belgio che svolgono turni notturni a Breda o Eindhoven. I datori di lavoro dovrebbero ricordare al personale di portare con sé passaporto o carta d’identità elettronica belga e considerare possibili ritardi nella pianificazione dei turni. Gli autotrasportatori sono invitati a prevedere almeno 30 minuti di margine durante le ore di punta mattutine e in occasione di eventi importanti come l’Amsterdam Dance Event, in programma per fine mese.
La decisione olandese evidenzia la crescente frammentazione dell’area Schengen, con diversi Stati che rispondono alle pressioni migratorie e alle preoccupazioni di sicurezza. Germania, Austria e Italia hanno emesso notifiche simili lo stesso giorno, aprendo la possibilità di una rete di confini interni a macchia di leopardo durante l’inverno. I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero monitorare settimanalmente le notifiche UE e aggiornare i profili dei viaggiatori per garantire che i contatti di emergenza e le scansioni dei documenti siano sempre aggiornati.
Finora il Belgio ha evitato misure reciproche, ma il ministero dell’Interno mantiene pattuglie mobili in stato di allerta. Se i movimenti secondari dal lato olandese dovessero aumentare, le autorità belghe potrebbero reintrodurre i propri controlli con un preavviso di 48 ore, replicando lo schema dello scorso inverno.
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