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Il leader socialista Olivier Faure propone una regolarizzazione straordinaria per 400.000 lavoratori irregolari

set 17, 2026
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Il leader socialista Olivier Faure propone una regolarizzazione straordinaria per 400.000 lavoratori irregolari
In un’intervista televisiva giovedì sera, il primo segretario del Partito Socialista (PS), Olivier Faure, ha svelato una misura chiave sull’immigrazione per la sua campagna alle primarie presidenziali del 2027: una regolarizzazione di massa di circa 400.000 lavoratori irregolari attualmente attivi nell’economia francese. Faure ha citato il programma spagnolo del 2026, che ha concesso permessi di lavoro annuali a mezzo milione di migranti irregolari, come prova che “non succede nulla di grave quando si tira la gente fuori dall’ombra”. La Francia non ha mai realizzato un’amnistia su larga scala dal governo Mauroy del 1981, preferendo regolarizzazioni ad hoc che ogni anno rilasciano 20-30.000 permessi di soggiorno. I critici sostengono però che il numero di residenti irregolari sia salito a circa 700.000, secondo stime del Ministero dell’Interno, in parte a causa di rallentamenti digitali nel portale online per i permessi di soggiorno (ANEF). Il piano di Faure si rivolgerebbe ai migranti in grado di dimostrare un periodo minimo di residenza e un rapporto di lavoro in settori con carenze croniche di manodopera, richiamando il canale limitato dei ‘métiers en tension’ introdotto nella legge sull’immigrazione del 2024, ma su scala molto più ampia. Le federazioni imprenditoriali hanno reagito con cautela. France Industrie teme che un’amnistia senza percorsi semplificati per il rinnovo rinvierebbe solo l’incertezza legale per i datori di lavoro. Al contrario, le confederazioni dell’ospitalità e dell’edilizia hanno accolto positivamente l’idea, sottolineando che le gravi carenze di personale hanno già costretto alcuni progetti a ricorrere a lavoratori distaccati da paesi UE vicini. L’opposizione conservatrice ha bollato la proposta come un “fattore di attrazione irresponsabile” e ha chiesto invece quote più rigide e rimpatri più rapidi. Dal punto di vista della mobilità globale, il dibattito è importante perché preannuncia possibili cambiamenti nei test del mercato del lavoro e nei canali per i permessi di lavoro in Francia. Se un futuro governo di sinistra adotterà il concetto di amnistia, le multinazionali potrebbero accedere a un bacino di talenti appena regolarizzati, ma dovranno anche vigilare sul rispetto delle norme riguardanti la transizione contrattuale e l’applicazione del salario minimo. La proposta arriva mentre il Parlamento esamina la legislazione secondaria per attuare il Patto UE su Migrazione e Asilo, evidenziando come la politica nazionale possa divergere nettamente dalle agende di controllo centrate su Bruxelles.
Fonte: Public Sénat

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