
Meno di sei mesi dopo l’entrata in piena operatività del Sistema di Entrata/Uscita (EES), la Germania ha silenziosamente chiesto a Bruxelles maggiore flessibilità per gestire i colli di bottiglia negli aeroporti. Secondo un rapporto di EU Today, Berlino si è unita a Francia, Belgio, Italia, Grecia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Svizzera nel richiedere alla Commissione Europea la possibilità di sospendere temporaneamente la rilevazione delle impronte digitali e delle immagini facciali in alcuni punti di controllo alle frontiere quando le code diventano ingestibili. L’EES, attivo dal 10 aprile 2026, sostituisce il timbro sul passaporto per la maggior parte dei visitatori extra-UE con una registrazione elettronica di ogni ingresso e uscita. Pur migliorando il controllo dei soggiorni irregolari e la prevenzione delle frodi d’identità, la prima estate di piena operatività ha evidenziato carenze di capacità in hub importanti come Francoforte e Monaco, dove i tempi di attesa in punta hanno superato le due ore. La deroga transitoria che permetteva agli Stati membri di saltare la biometria durante l’alta stagione estiva è scaduta a inizio settembre, ma nove governi – Germania inclusa – hanno ora chiesto esenzioni più limitate e specifiche per località. Per i viaggiatori ciò si traduce in un’esperienza disomogenea: due passeggeri con itinerari simili possono affrontare procedure diverse a seconda dell’aeroporto e dell’orario. I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero quindi consigliare ai dipendenti di prevedere tempi supplementari ai confini esterni tedeschi e di mantenere flessibili le coincidenze successive. Sebbene la regola Schengen dei 90/180 giorni resti invariata, l’applicazione irregolare della biometria potrebbe generare confusione sull’avvio del conteggio del soggiorno breve; gli assegnati dovrebbero conservare carte d’imbarco e ricevute dei varchi automatici come prova del loro storico di viaggio. I sindacati della polizia di frontiera tedesca sostengono la richiesta, sottolineando che i posti di controllo sotto organico e i problemi iniziali con i chioschi EES rischiano ritardi nei voli e frustrazione tra i passeggeri. La Commissione non ha concesso un’estensione generale, ribadendo che ogni deroga deve essere “strettamente limitata in ambito e durata”. Le compagnie aeree avvertono che, a meno di potenziare personale e infrastrutture prima del picco natalizio, le sospensioni ad hoc continueranno, compromettendo proprio l’uniformità che il progetto digitale delle frontiere voleva garantire.
Fonte: EU Today
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