
La Guardia di Frontiera polacca ha diffuso un avviso importante rivolto ai cittadini ucraini, ricordando che chi non ha verificato i propri documenti d’identità entro il 31 agosto ha automaticamente perso lo status di protezione temporanea “UKR” dal 1° settembre 2026. Le persone interessate sono state riclassificate come “NUE” (non verificate), perdendo così l’accesso ai privilegi sul mercato del lavoro, ai benefici sociali e al diritto di viaggiare senza visto all’interno dell’area Schengen. Per recuperare la protezione, gli ucraini devono presentare un passaporto biometrico valido presso un ufficio designato della Guardia di Frontiera, aggiornare i dati personali e richiedere nuovamente il numero PESEL. L’agenzia sottolinea che da ottobre aumenteranno i controlli nei luoghi di lavoro e i datori di lavoro rischiano multe fino a 30.000 PLN per l’assunzione di persone senza status valido. Studenti e ricercatori il cui status è scaduto rischiano di perdere l’iscrizione universitaria se non regolarizzano la loro posizione entro 30 giorni. La precisazione arriva dopo segnalazioni di ucraini a cui è stato negato l’imbarco su voli nazionali o che hanno incontrato problemi in filiali bancarie a causa della disattivazione del numero PESEL. Le ONG avvertono che le nuove regole potrebbero spingere alcuni sfollati verso lavori irregolari. I team di mobilità aziendale che gestiscono assegnati ucraini in Polonia dovrebbero verificare la documentazione del personale, programmare appuntamenti per la verifica e prevedere eventuali lacune nella copertura previdenziale. La mancata azione potrebbe esporre le aziende a sanzioni amministrative e compromettere i tempi dei progetti.
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