
Il registro pubblico delle notifiche Schengen della Commissione Europea conferma che la Polonia riattiverà nuovamente i controlli temporanei alle sue frontiere terrestri con Germania e Lituania dal 2 ottobre 2026 al 30 marzo 2027. Varsavia giustifica la misura con la “persistente pressione migratoria” e le relative preoccupazioni di sicurezza. Secondo il Codice delle frontiere Schengen, tali reintroduzioni devono essere l’ultima risorsa, proporzionate e limitate nel tempo; tuttavia, la Polonia ha già mantenuto i controlli per gran parte del 2026 e ora notifica un nuovo periodo di sei mesi.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la conseguenza pratica sarà il ritorno ai controlli a campione su pullman, auto aziendali e servizi ferroviari transfrontalieri. Sebbene i cittadini UE, SEE e svizzeri mantengano il diritto alla libera circolazione, è consigliato portare con sé passaporto o carta d’identità e considerare possibili ritardi ai valichi stradali come Świecko e Budzisko. I cittadini di paesi terzi in transito alla frontiera interna dovranno esibire un documento di viaggio valido e, se necessario, un visto Schengen o una carta di soggiorno polacca.
La decisione della Polonia segue analoghe misure adottate da Germania, Austria e altri Stati membri, che denunciano come i movimenti secondari e le reti di contrabbando organizzate stiano mettendo sotto pressione i sistemi di asilo nazionali. La Commissione ha invitato le capitali a privilegiare nuovi strumenti digitali — come il Sistema di Entrata/Uscita (EES) e banche dati interoperabili per i controlli — anziché le verifiche fisiche, ma la pressione politica interna continua a spingere verso politiche di frontiera rigide.
I team di relocation aziendale dovrebbero informare i dipendenti inviati all’estero sui controlli documentali rinnovati, rivedere gli orari di strade a doppia carreggiata e ferrovie per individuare possibili colli di bottiglia, e aggiornare i programmi dei lavoratori distaccati per evitare attraversamenti last-minute nelle ore di punta. Gli operatori logistici che movimentano merci di alto valore tra hub polacchi e tedeschi potrebbero dover prevedere margini di sicurezza nei tempi di consegna.
Sebbene i controlli siano attualmente previsti fino al 30 marzo 2027, sono possibili proroghe. Si consiglia agli stakeholder della mobilità di monitorare ulteriori pubblicazioni della Commissione e comunicati del Ministero dell’Interno polacco all’inizio del 2027.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la conseguenza pratica sarà il ritorno ai controlli a campione su pullman, auto aziendali e servizi ferroviari transfrontalieri. Sebbene i cittadini UE, SEE e svizzeri mantengano il diritto alla libera circolazione, è consigliato portare con sé passaporto o carta d’identità e considerare possibili ritardi ai valichi stradali come Świecko e Budzisko. I cittadini di paesi terzi in transito alla frontiera interna dovranno esibire un documento di viaggio valido e, se necessario, un visto Schengen o una carta di soggiorno polacca.
La decisione della Polonia segue analoghe misure adottate da Germania, Austria e altri Stati membri, che denunciano come i movimenti secondari e le reti di contrabbando organizzate stiano mettendo sotto pressione i sistemi di asilo nazionali. La Commissione ha invitato le capitali a privilegiare nuovi strumenti digitali — come il Sistema di Entrata/Uscita (EES) e banche dati interoperabili per i controlli — anziché le verifiche fisiche, ma la pressione politica interna continua a spingere verso politiche di frontiera rigide.
I team di relocation aziendale dovrebbero informare i dipendenti inviati all’estero sui controlli documentali rinnovati, rivedere gli orari di strade a doppia carreggiata e ferrovie per individuare possibili colli di bottiglia, e aggiornare i programmi dei lavoratori distaccati per evitare attraversamenti last-minute nelle ore di punta. Gli operatori logistici che movimentano merci di alto valore tra hub polacchi e tedeschi potrebbero dover prevedere margini di sicurezza nei tempi di consegna.
Sebbene i controlli siano attualmente previsti fino al 30 marzo 2027, sono possibili proroghe. Si consiglia agli stakeholder della mobilità di monitorare ulteriori pubblicazioni della Commissione e comunicati del Ministero dell’Interno polacco all’inizio del 2027.
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