
I dati in tempo reale del monitoraggio delle code al confine KolejkaNaGranicy mostrano che, nella serata del 17 settembre, gli autisti in ingresso in Polonia al valico Koroszczyn–Kozlovichi hanno affrontato un’attesa straordinaria di 37 ore, la più lunga registrata in questo trimestre. Le code in uscita a Terespol–Brest si sono estese oltre le due ore. I ritardi seguono una settimana di controlli doganali polacchi intensificati sulle spedizioni in direzione est, a causa di preoccupazioni su merci sanzionate e sicurezza biologica. Koroszczyn gestisce la maggior parte del trasporto su strada verso l’UE dalla Bielorussia, servendo componenti automobilistici, prodotti agroalimentari e pacchi di e-commerce lungo il cosiddetto corridoio di Brest. Con quasi 2.500 camion al giorno in alta stagione, anche rallentamenti minimi si accumulano rapidamente. Gli spedizionieri segnalano slot mancati per i traghetti a Gdańsk e costi di stazionamento elevati nei magazzini di Varsavia. Diversi fattori aggravano il collo di bottiglia: una grave carenza di agenti della Guardia di Frontiera polacca dovuta al loro spostamento al confine ucraino; guasti informatici nel sistema di dichiarazione dell’Agenzia delle Dogane nazionale; e proteste degli autisti contro le nuove regole sul cabotaggio che limitano le operazioni dei trasportatori bielorussi all’interno dell’UE. Per i responsabili della supply chain il consiglio è triplice. Primo, deviare le merci urgenti verso valichi alternativi come Bobrowniki o Šalčininkai in Lituania, dove giovedì le attese erano inferiori a due ore. Secondo, prevedere almeno 48 ore di margine nelle consegne just-in-time destinate agli stabilimenti del centro Polonia. Terzo, informare gli autisti extra-UE sulla validità del visto Schengen: permanenze oltre il limite rilevate al controllo possono comportare divieti di ingresso e sequestro del veicolo. Il Ministero delle Infrastrutture polacco annuncia l’apertura a novembre di una corsia preferenziale per merci deperibili a Koroszczyn, ma gli autotrasportatori restano scettici. Fino ad allora, l’alta volatilità delle code rimarrà una variabile critica per la pianificazione di qualsiasi azienda che dipenda da questo varco orientale.
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