
Il 9 settembre la Commissione Europea ha approvato un aiuto d’emergenza di 114,7 milioni di euro per la Spagna, destinato a gestire le conseguenze umanitarie e di sicurezza legate all’incredibile ondata di ingressi avvenuta a luglio nella città autonoma di Ceuta. I fondi, erogati rapidamente tramite il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF), saranno completamente distribuiti entro il 30 settembre, hanno confermato oggi i funzionari. Il pacchetto copre i costi per l’alloggio temporaneo, i controlli medici e la logistica per il rimpatrio di circa 9.000 persone che hanno attraversato la frontiera in sole 48 ore. Finanzia inoltre 150 agenti aggiuntivi della Guardia Civil, laboratori mobili per le impronte digitali e kit biometrici per accelerare l’identificazione, tecnologie che il Ministero dell’Interno prevede di utilizzare anche in altri punti critici come le Isole Canarie. La pronta mobilitazione di Bruxelles ha anche un valore politico: gli eventi di luglio hanno acceso un acceso dibattito sulla solidarietà ricevuta dalla Spagna, ritenuta inferiore rispetto a quella concessa all’Italia durante la crisi di Lampedusa di inizio anno. Il vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas, ha sottolineato che “finanziamenti mirati e segmentati” permettono rapidità senza dover attendere il ciclo annuale del bilancio, indicando un nuovo modello operativo che altri Paesi di frontiera potrebbero adottare. Per le aziende multinazionali con personale nella zona franca di Ceuta, il finanziamento dovrebbe tradursi in una gestione più rapida delle pratiche di asilo pendenti e in una riduzione delle chiusure improvvise dei varchi, che ad agosto avevano interrotto i flussi di merci. Le autorità locali intendono aumentare la capacità di transito al varco di Tarajal, con l’obiettivo di ripristinare entro metà ottobre gli orari di accesso pre-crisi per i pendolari. Gli esperti di mobilità devono però considerare che l’arretrato delle domande di asilo in Spagna supera ancora le 175.000 pratiche a livello nazionale. Pur essendo risorse benvenute, i rinnovi dei permessi di soggiorno per lavoratori extracomunitari potrebbero continuare a subire ritardi, rafforzando l’importanza di presentare le domande con largo anticipo e di ricorrere, dove possibile, a procedure accelerate.
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