
Il calendario delle istituzioni UE per questa settimana prevede oggi la presentazione di un pacchetto legislativo sulla “Mobilità Lavorativa Equa”, volto a rafforzare l’applicazione delle norme sui lavoratori distaccati e a migliorare il coordinamento della sicurezza sociale in tutto il blocco. Il Ministero spagnolo per l’Inclusione e la Sicurezza Sociale ha confermato la sua partecipazione alle sessioni di redazione e intende promuovere la creazione di un database centralizzato a livello UE per i broker del lavoro irregolari.
Sebbene la Spagna sia tradizionalmente un paese di invio e non di ricezione di lavoratori distaccati, il boom edilizio legato ai fondi di ripresa UE ha fatto registrare un aumento del 38% anno su anno di subappaltatori stranieri nei cantieri spagnoli, secondo i dati dell’ispettorato del lavoro. Le imprese lamentano che i controlli disomogenei tra gli Stati membri creano vantaggi competitivi sleali e complicano la pianificazione del personale.
Le proposte attese includono l’obbligo di moduli A1 digitali, notifiche in tempo reale delle missioni transfrontaliere alle autorità ospitanti e sanzioni fino a 50.000 euro per le violazioni reiterate. La Spagna sostiene queste misure, sostenendo che livelleranno il campo di gioco per le aziende nazionali e proteggeranno i lavoratori distaccati legittimi dallo sfruttamento.
Se adottate, le squadre di mobilità globale dovranno integrare nuove API di segnalazione nei software di gestione delle missioni e prevedere tempi aggiuntivi per le approvazioni. Le multinazionali con operazioni basate su progetti in Spagna – in particolare nei settori delle energie rinnovabili e dell’ingegneria civile – dovranno mappare le catene di appalto per garantire che i broker forniscano documentazione autenticata.
Il dibattito in Consiglio e Parlamento proseguirà fino ai primi mesi del 2027, ma gli osservatori prevedono che alcune parti del pacchetto, come la piattaforma di notifica a livello UE, saranno accelerate sotto la Presidenza belga a partire da gennaio.
Sebbene la Spagna sia tradizionalmente un paese di invio e non di ricezione di lavoratori distaccati, il boom edilizio legato ai fondi di ripresa UE ha fatto registrare un aumento del 38% anno su anno di subappaltatori stranieri nei cantieri spagnoli, secondo i dati dell’ispettorato del lavoro. Le imprese lamentano che i controlli disomogenei tra gli Stati membri creano vantaggi competitivi sleali e complicano la pianificazione del personale.
Le proposte attese includono l’obbligo di moduli A1 digitali, notifiche in tempo reale delle missioni transfrontaliere alle autorità ospitanti e sanzioni fino a 50.000 euro per le violazioni reiterate. La Spagna sostiene queste misure, sostenendo che livelleranno il campo di gioco per le aziende nazionali e proteggeranno i lavoratori distaccati legittimi dallo sfruttamento.
Se adottate, le squadre di mobilità globale dovranno integrare nuove API di segnalazione nei software di gestione delle missioni e prevedere tempi aggiuntivi per le approvazioni. Le multinazionali con operazioni basate su progetti in Spagna – in particolare nei settori delle energie rinnovabili e dell’ingegneria civile – dovranno mappare le catene di appalto per garantire che i broker forniscano documentazione autenticata.
Il dibattito in Consiglio e Parlamento proseguirà fino ai primi mesi del 2027, ma gli osservatori prevedono che alcune parti del pacchetto, come la piattaforma di notifica a livello UE, saranno accelerate sotto la Presidenza belga a partire da gennaio.
Fonte: EU Institutional Agenda
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