
In una sentenza dalle ampie implicazioni per i visti studenteschi e di lavoro, l'Alta Corte del Karnataka, il 23 settembre, ha respinto il ricorso di uno studente nigeriano contro un ordine dell'Ufficio Regionale per la Registrazione degli Stranieri (FRRO) che gli intimava di lasciare l'India. Il giudice C.M. Poonacha ha stabilito che l'estensione del visto rientra nella discrezionalità sovrana dello Stato e non costituisce un diritto esecutivo ai sensi dell'articolo 21 una volta scaduto il termine del visto. Il ricorrente, iscritto a un'università di Bengaluru, aveva contestato la mancanza di equità procedurale e l'assenza di un avviso di contestazione. Tuttavia, la corte ha ritenuto tali questioni irrilevanti poiché il suo visto studentesco era già scaduto il 31 agosto e non era stata concessa alcuna proroga. Citando precedenti, il collegio ha affermato che la mancata proroga non viola i principi di giustizia naturale se l'autorizzazione sottostante non è più valida. Per i fornitori multinazionali di servizi educativi e i team HR che sponsorizzano stagisti, la sentenza rafforza la necessità di presentare le domande di proroga con largo anticipo rispetto alla scadenza e di conservare la documentazione comprovante la presentazione. Il mancato ricevimento di una decisione prima della scadenza del visto può comportare l'obbligo di lasciare il Paese, anche in presenza di ricorsi pendenti. Gli avvocati specializzati in immigrazione osservano che la decisione potrebbe incoraggiare gli FRRO a emettere più avvisi di “Leave India” in caso di visti scaduti, soprattutto in presenza di segnalazioni di sicurezza sfavorevoli. Le aziende dovrebbero monitorare costantemente i dashboard delle scadenze dei visti e prevedere un margine di almeno 60 giorni per le proroghe. La sentenza sottolinea inoltre che il ricorso giudiziario è limitato una volta che uno straniero si trova in situazione di soggiorno irregolare; il rimedio appropriato è rivolgersi alla giurisdizione di clemenza del Ministero dell’Interno piuttosto che impugnare gli ordini FRRO in tribunale.
Fonte: LiveLaw
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