
Un’operazione coordinata delle forze dell’ordine in quattro Paesi, il 24 settembre, ha portato all’arresto di sei sospetti accusati di far viaggiare migranti attraverso aeroporti Schengen — incluso l’aeroporto di Bruxelles — utilizzando documenti falsificati. Secondo la piattaforma investigativa 2EU, la polizia di Austria, Italia, Spagna e Regno Unito ha effettuato dieci perquisizioni domiciliari, sequestrando centinaia di passaporti falsi e dispositivi elettronici. Gli investigatori belgi avevano fornito informazioni dopo aver individuato permessi di soggiorno belgi contraffatti in precedenti sequestri. Europol, che ha impiegato esperti del suo Centro contro il Traffico di Migranti, ha spiegato che la rete combinava falsificazione di documenti, riciclaggio di denaro tramite negozi di telefonia mobile e l’organizzazione di prenotazioni su voli commerciali per trasferire i clienti dall’Europa continentale al Regno Unito. Una cellula spagnola avrebbe distribuito oltre 1.000 documenti d’identità falsi, mentre un altro gruppo con base a Vienna gestiva flussi di denaro stimati oltre i 2 milioni di euro. L’operazione mette in luce la vulnerabilità persistente degli aeroporti hub come Bruxelles, Francoforte e Madrid, dove le aree di transito intra-Schengen permettono ai passeggeri di cambiare aerei con controlli minimi. La polizia di frontiera belga da tempo chiede maggiori controlli “di secondo livello” per i viaggiatori con passaporti di paesi terzi emessi di recente. Dal punto di vista della mobilità aziendale, il caso potrebbe spingere vettori e autorità aeroportuali a rafforzare la verifica dei nomi sui boarding pass confrontandoli con i dati biometrici del Sistema EES, aumentando potenzialmente i controlli documentali ai gate. Le aziende che spostano personale in viaggi di lavoro attraverso più aeroporti Schengen dovranno aspettarsi verifiche ID aggiuntive occasionali e prevedere tempi di connessione più lunghi negli itinerari. I ministri della Giustizia e degli Affari Interni dell’UE esamineranno il caso nel consiglio di ottobre, dove si prevede che il Belgio sosterrà proposte per un database condiviso di carte di soggiorno smarrite o rubate, a complemento degli attuali allarmi SIS.
Fonte: 2EU Brussels